Paolo ama Silvio

Paolo Flores d’Arcais ha bisogno di Berlusconi. Un bisogno ideologico, morale, fisico perfino. L’ostinazione con la quale ne richiede, attraverso petizioni e altre pratiche volontaristiche, l’estromissione dalla vita pubblica ha qualcosa di commovente. Nel suo editoriale di ieri sul Fatto – “E ora un presidente antiberlusconiano” – si rivelava un rapporto di dipendenza passionale dal Cav. Non serve scomodare la psicanalisi per comprenderne la meccanica, è sufficiente la biografia intellettuale. Flores è un gruppettaro della Quarta internazionale, un trotzkista fatto e finito, risciacquato nella letteratura di Albert Camus e riscaldato dai filosofemi di Hannah Arend.
11 AGO 20
Immagine di Paolo ama Silvio
Paolo Flores d’Arcais ha bisogno di Berlusconi. Un bisogno ideologico, morale, fisico perfino. L’ostinazione con la quale ne richiede, attraverso petizioni e altre pratiche volontaristiche, l’estromissione dalla vita pubblica ha qualcosa di commovente. Nel suo editoriale di ieri sul Fatto – “E ora un presidente antiberlusconiano” – si rivelava un rapporto di dipendenza passionale dal Cav. Non serve scomodare la psicanalisi per comprenderne la meccanica, è sufficiente la biografia intellettuale. Flores è un gruppettaro della Quarta internazionale, un trotzkista fatto e finito, risciacquato nella letteratura di Albert Camus e riscaldato dai filosofemi di Hannah Arendt (i suoi prediletti quando faceva da assistente nella cattedra di Filosofia teoretica occupata da Lucio Colletti alla Sapienza di Roma).
Chi abbia assaporato il brivido della “rivoluzione permanente” si ritrova spesso cristallizzato nella condizione del rivoltoso: non ha un disegno di società da costruire una volta abbattuta quella dell’ingiustizia, anzi in fondo al proprio cuore disprezza l’ingegneria sociale che nasce rivoluzionaria e poi si sporca con il sangue della vita. Il trotzkista autentico vive la condizione dell’uomo in rivolta camusiano, e la sua rivolta è come un’iperbole di purezza, come la curva che tende verso l’infinito senza mai riuscire a toccarlo (asintoto, in gergo tecnico).
Non esiste migliore conferma della propria superiorità morale di quella che deriva dall’impegno in un conflitto sterile ma continuo: contro un Caimano, contro la vecchiaia o contro la legge gravitazionale, cambia poco. Il feticismo di Flores nei confronti del Cav. cade sotto questa casistica. Se il Cav. non fosse più, e sopra tutto se non venisse più percepito come forte e pericoloso, quelli come Flores dovrebbero inventarsene un altro. Finché c’è l’originale meglio curarselo bene.