Niente 25 aprile, ma sempre popolo è

Piero Bassetti, che fu nel lontano 1975 il primo presidente della Giunta regionale lombarda, considera il voto amministrativo milanese come una “liberazione” e lo paragona, addirittura, a quella del 25 aprile. Evidentemente l’enfasi polemica gli ha fatto perdere il senso delle proporzioni. Tuttavia, riportando l’analisi ai suoi contorni reali, bisogna riflettere sul fatto che Silvio Berlusconi, che ha reagito con successo alla “congiura di palazzo” che voleva imitare il 25 luglio, oggi si trova di fronte a un verdetto negativo che viene, invece, dalla base elettorale alla quale si era personalmente appellato. Guarda la puntata di Qui Radio Londra Perché Silvio Berlusconi ha perso queste elezioni - Leggi Reggerà il governo fino al 2013? Tra facce tirate si cerca la risposta
11 AGO 20
Immagine di Niente 25 aprile, ma sempre popolo è
Piero Bassetti, che fu nel lontano 1975 il primo presidente della Giunta regionale lombarda, considera il voto amministrativo milanese come una “liberazione” e lo paragona, addirittura, a quella del 25 aprile. Evidentemente l’enfasi polemica gli ha fatto perdere il senso delle proporzioni. Tuttavia, riportando l’analisi ai suoi contorni reali, bisogna riflettere sul fatto che Silvio Berlusconi, che ha reagito con successo alla “congiura di palazzo” che voleva imitare il 25 luglio, oggi si trova di fronte a un verdetto negativo che viene, invece, dalla base elettorale alla quale si era personalmente appellato.

Restano da verificare gli esiti dei ballottaggi,
ma poi, nel caso in cui le difficoltà dovessero confermarsi, il premier dovrà prendere atto che un elemento essenziale della sua leadership si è inceppato. La capacità attrattiva sull’elettorato, quella che faceva dire a Umberto Bossi che “Berlusconi porta i voti”, era un fattore non secondario nella morfologia del centrodestra. Se questo fattore viene a mancare, o almeno si incrina in modo rilevante, diventa d’attualità il tema, sempre rinviato o occultato, delle condizioni politiche e organizzative di una continuità della presenza e dell’egemonia dei moderati nella contesa democratica.
Berlusconi rappresenta da più di tre lustri il centro di aggregazione dei moderati, che grazie a lui hanno conteso la guida politica del paese a un centrosinistra confuso e raffazzonato.

Passando attraverso (molte) vittorie e (poche) sconfitte elettorali, con una certa variabilità del contenitore politico e del sistema di alleanze, Berlusconi è stato l’elemento di continuità di questa lunga stagione. Ora si pone il problema di come, e se, questa stagione può proseguire anche al di là dell’egemonia personale del suo costruttore. Come terminare questa legislatura senza le incertezze dell’anatra zoppa, come affrontare il confronto elettorale generale con un avversario che, per quanto condizionato da estremisti e giustizialisti, riesce a mettere insieme consensi consistenti: sono problemi che un leader deve sapersi porre per tempo e senza eccessivi narcisismi. Lo schiaffo ricevuto dagli elettori milanesi dovrebbe servire proprio a questo.