Nelle mani degli androidi
11 AGO 20

A occhi sgranati Radio Londra commenta la gelata d’ogni refolo disperanza, inflittaci su “La Stampa” dal ministro Giarda: diminuirel’oppressione fiscale? Quando mai, i necessari tagli alla spesa pubblicanon sono nemmeno immaginabili, siamo già bravissimi a contenerla. Evidentemente quanto a insensibilità, incomprensione e noncuranza delpubblico sentire, cioè il sentire di quelli che finanziano un’ottantinadi miliardi annui di pubblico spreco, e ne sono consci, questi professori digoverno sono ben oltre i politici, stanno ad essi come gli androidi agli esseri umani. Sembra curioso che quell’essere estranei al paese reale, che ècapo di imputazione per i partiti, venga sfoggiato e apprezzato come merito e punto di forza del governo dei tecnici: ma è corretta conseguenza del suo nascere in vitro, anziché “secondo natura” democratica; privo delcordone ombelicale che gli consenta empatia e comprensione diretta delpaese, conosciuto solo per studio. E’ così che dall’accademicapiallatura volano trucioli come gli “esodati”, o i piccoli imprenditoridisperati. Bene, mi inchino, non me ne intendo: negare ogni prospettiva di invertirel’impoverimento generale, “cavalcare la paura” del “baratro”, vantare un consenso fatto di rassegnazione, sarà oggi il modo giusto di governare. Ma quale imbecille di capitalista verrà ad investire, che significa cercare profitti, in un paese che, dopo vent’anni di stagnazione, non mostra uno straccio di possibilità di uscirne?