Mousinho

“Sì”.
“Tutto questo terremoto, sapendo che Mourinho è uno che si espone sempre anche per difendere la sua squadra, non c’è possibilità che rischi di fare un danno, magari di tipo psicologico, all’Inter?”
“Risposta vostra. E’ la risposta che voi dovete dare”.
“Lei dice sempre quello che pensa, non crede che nel calcio italiano serva maggiore serenità?”.
“Hai risposto tu. Io sono qui da otto mesi, tu da trenta e quarant’anni, sei più qualificato a rispondere”.
“Da quando la seguo è la prima volta che la vedo teso, quasi arrabbiato”.
“Non è vero”.
“E’ una sensazione?”.
“Sensazione”.
“Ma…”.
“Mi piace cambiare. In conferenza stampa una volta sono arrivato senza capelli, adesso stanno cresendo. Un giorno con la barba lunga, oggi sono assolutamente perfetto”. Ride: “No, non sono arrabbiato. Se vuoi trovare un unico aggettivo per dire come mi sento, non è certo arrabbiato”.
“Qual è?”.
“Orgoglioso”.
“Di…”?
“Di me”.
“Che Mourinho è quello visto oggi?”.
“Mourinho…”.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
