L’ultima spiaggia per riprendere a governare e a convincere
Io pongo un problema. Berlusconi è diventato una statua di cera e monologa, per questo ha perso. Deve sciogliersi, reincarnarsi, rimettersi in gioco, cambiare passo, prendere un po’ più sul serio i doveri della politica in una democrazia che lo riguarda.
11 AGO 20

Al direttore - Leggo e rifletto. Leggo: il Foglio lancia l’idea delle primarie per il presidente del partito candidando Berlusconi. Bene! Rifletto: ma l’altra sera non era stata inventata la carica del segretario politico, sebbene lo statuto reciti che “le modifiche statutarie spettano al Congresso nazionale, che le approva a maggioranza qualificata dei due terzi degli aventi diritto al voto”, e “nell’intervallo tra due Congressi, eventuali modifiche statutarie possono essere proposte dall’Ufficio di presidenza al Consiglio nazionale, che le approva con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto al voto”? Insomma che facciamo? Primarie per il presidente? Ma bisogna modificare lo statuto. Primarie per il segretario? Ma bisogna modificare lo statuto. Cambiamo la legge elettorale? Mah… Se invece si convocasse un Congresso, che è già regolato dallo statuto? Buona giornata.
Alessandra Mussolini
Io pongo un problema. Berlusconi è diventato una statua di cera e monologa, per questo ha perso. Deve sciogliersi, reincarnarsi, rimettersi in gioco, cambiare passo, prendere un po’ più sul serio i doveri della politica in una democrazia che lo riguarda. La sua classe dirigente, se non è pavida e servile, si faccia avanti, si candidino per le primarie del 1 e del 2 ottobre i potenziali nuovi leader, si rendano responsabili a caldo delle loro idee. Il segretario o come si chiama è di nomina presidenziale, ma i coordinatori regionali no, ci vuole anche lì una battaglia. Si faranno molti errori, ma si chiama democrazia, ed è l’ultima spiaggia per riprendere a governare e a convincere. Un partito che è già un dinosauro deve rinascere come cavallo. Dello statuto “me ne frego”, e lo dico a una Mussolini, come se ne fregano tutti: è finto, mentre le primarie sarebbero vere.
Alessandra Mussolini
Io pongo un problema. Berlusconi è diventato una statua di cera e monologa, per questo ha perso. Deve sciogliersi, reincarnarsi, rimettersi in gioco, cambiare passo, prendere un po’ più sul serio i doveri della politica in una democrazia che lo riguarda. La sua classe dirigente, se non è pavida e servile, si faccia avanti, si candidino per le primarie del 1 e del 2 ottobre i potenziali nuovi leader, si rendano responsabili a caldo delle loro idee. Il segretario o come si chiama è di nomina presidenziale, ma i coordinatori regionali no, ci vuole anche lì una battaglia. Si faranno molti errori, ma si chiama democrazia, ed è l’ultima spiaggia per riprendere a governare e a convincere. Un partito che è già un dinosauro deve rinascere come cavallo. Dello statuto “me ne frego”, e lo dico a una Mussolini, come se ne fregano tutti: è finto, mentre le primarie sarebbero vere.
Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
