L'esordio di Sgarbi
11 AGO 20

Da giorni attendevo curioso la data dell’esordio, il 18, sperando che non fosse veramente rinviata. Finalmente anteprima, sigla, confusione. Primi minuti, diciamo un quarto d’ora, ancora confusione, Sgarbi insofferente non sa stare fermo. Poi piano piano comincia a scorrere liscio, i riferimenti a Renzo Arbore accennano ad una volontà di inventare una forma nuova di spettacolo televisivo, e forse ci sta riuscendo. Cossiga, Zeri, Pasolini, Longanesi, e un gran Celentano in bianco e nero, hanno e danno un senso. E il Vescovo, il padre e il figlio veri, poi un vero amante della bellezza: l’ambientalista-Idv anti-pale e anti diserbanti. Morgan deutero-protagonista prima scimmiotta e segue Sgarbi non sapendo dove porsi, gli chiede licenza d’andare (non concessa), poi canta ancora e ancora, e conduce il girotondo-trenino finale. Felliniano, si, ma anche liberatorio con i bambini che cantano allegri. Ma basta cosi’, i teledipendenti non gradiscono. Io invece insisterei.