Kagemusha
Come nel celebre film di Kurosawa, è bastata “l’ombra del guerriero”. E’ bastato che negli ultimi giorni Silvio Berlusconi, con tutto il suo profilo autunnale, scegliesse, ben consigliato, di rimanere silenzioso e immobile sull’orizzonte, proiettando la sua ombra sul campo di battaglia, per gettare lo scompiglio negli accampamenti dei nemici già sicuri di avere la vittoria in pugno.
11 AGO 20

Ha evitato le esternazioni da Seul e non è caduto nella trappola dello scontro ravvicinato, della pistolettata finale: non ha dato né le dimissioni come chiesto (almeno fino all’altro ieri) da Fini, non si è precipitato a chiedere la fiducia al Parlamento né al Quirinale a rivendicare il diritto al voto. Ha scansato la mischia mediatica, resistendo anche alla tentazione di apparire in tv.
Qualche mese fa lo avrebbero semplicemente accusato di essersi dileguato, sottraendosi al confronto di fronte alle difficoltà. Ma ora lo scenario, anche psicologico, è cambiato. Ora lui c’è, ed è pur sempre l’imperatore seduto sulla sedia del comando. Sono i nemici, giù nella palude degli accordi e dei governicchi, che devono venire a sfidarlo. E, come nel film di Kurosawa, è bastata la sua presenza silenziosa a far crollare le certezze di chi contava sulla falsa notizia che l’imperatore fosse già bell’e morto. Di chi si sentiva già in libera uscita, di chi credeva che le nuove alleanze fossero facili da tessere, le benedizioni facili da ottenere. Non è così. Non sappiamo come finirà, ma il successivo film di Kurosawa parlava dei figli di Lear che si scannano tra loro. Si chiamava “Ran”, “caos”.
Qualche mese fa lo avrebbero semplicemente accusato di essersi dileguato, sottraendosi al confronto di fronte alle difficoltà. Ma ora lo scenario, anche psicologico, è cambiato. Ora lui c’è, ed è pur sempre l’imperatore seduto sulla sedia del comando. Sono i nemici, giù nella palude degli accordi e dei governicchi, che devono venire a sfidarlo. E, come nel film di Kurosawa, è bastata la sua presenza silenziosa a far crollare le certezze di chi contava sulla falsa notizia che l’imperatore fosse già bell’e morto. Di chi si sentiva già in libera uscita, di chi credeva che le nuove alleanze fossero facili da tessere, le benedizioni facili da ottenere. Non è così. Non sappiamo come finirà, ma il successivo film di Kurosawa parlava dei figli di Lear che si scannano tra loro. Si chiamava “Ran”, “caos”.