Il colpo d’ala (forse) è la politica
Dopo la grande ferita simbolica della perdita di Milano, Berlusconi deve ripartire dalla politica tecnicale o ha bisogno di rilanciarsi da par suo, con un colpo di teatro nuovamente vincente? Il sociologo ed esperto di comunicazione Alberto Abruzzese ritiene difficile che “Berlusconi possa convertirsi alle ordinarie tecnicalità della politica, anche se un effetto positivo a medio termine potrebbe ricavarlo. Un Berlusconi responsabile e sobrio rinfrancherebbe coloro che sentono ancora un palpito per lui, potrebbe rivelarsi l’ultima sorpresa di chi ha insegnato all’Italia che un politico può essere un gaudente, non un personaggio necessariamente triste e uggioso. Leggi Trattatello di antropologia femminile, borghese e perfino giovanile per spiegare il caso Milano di Marina Terragni
11 AGO 20

Dopo la grande ferita simbolica della perdita di Milano, Berlusconi deve ripartire dalla politica tecnicale o ha bisogno di rilanciarsi da par suo, con un colpo di teatro nuovamente vincente? Il sociologo ed esperto di comunicazione Alberto Abruzzese ritiene difficile che “Berlusconi possa convertirsi alle ordinarie tecnicalità della politica, anche se un effetto positivo a medio termine potrebbe ricavarlo. Un Berlusconi responsabile e sobrio rinfrancherebbe coloro che sentono ancora un palpito per lui, potrebbe rivelarsi l’ultima sorpresa di chi ha insegnato all’Italia che un politico può essere un gaudente, non un personaggio necessariamente triste e uggioso.
Quanto a Milano, lì il Cavaliere è riuscito a sollevare un simulacro di popolo consenziente, lo ha reso mediaticamente potente e ha convinto la borghesia cittadina di essere il cavallo giusto da cavalcare. Ora il cavallo è sfiancato e la borghesia ha ritirato la fiducia. Ma il cavallo potrebbe ancora dimostrare di saper rappresentare la politica seria, mentre le culture politiche tradizionali sono ancora convinte di poter tornare a governare nel vecchio modo, dimostrando di non aver assimilato per nulla la lezione berlusconiana”.
Carlo Freccero, direttore di Rai 4, si dice “stupito degli errori del dottore (lo chiamo così, come se lavorassi ancora con lui). E’ come se Berlusconi avesse perso la sua grande competenza mediatica: dagli spot elettorali il venerdì sera, quando il suo pubblico è in viaggio sull’autostrada, all’idea che potesse funzionare il programma di Sgarbi, dalla campagna elettorale sbagliata all’indiretto potenziamento de La7, cioè qualcosa che obbligherà tutte le reti Mediaset a cambiare strategia. Berlusconi ha sempre avuto il meter al posto del cuore, ma ora quel meter sembra non funzionare più in nessun campo, né per l’audience né per il consenso politico, che poi per lui sono la stessa cosa. Lo dico con tenerezza, perché tifo per i perdenti, ma ha bisogno urgente di un aggiustamento, per mettersi in sintonia con quello che sta cambiando nella testa della gente”.
Il critico Matteo Marchesini pensa che “Berlusconi sia stato una formidabile macchina elettorale, ma mai più di questo. L’evocato spirito del ’94 in realtà è finito l’anno dopo, anche se l’onda lunga di quello spirito lo ha tenuto a galla come immagine, non dal punto di vista delle realizzazioni. Un colpo d’ala può ancora esserci, trattandosi di Berlusconi, ma come sempre immateriale, non concreto. Penso però che questo periodo mi ricorda il peggio del ’93, soprattutto per certi errori demagogici che vedo ripetersi a sinistra. E se dopo c’è il ’94, è dal centrodestra che rischia ancora una volta di arrivare l’inaspettato”.
Guido Vitiello, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Sapienza, parte dal libro di uno storico di Cambridge, Peter Burke: “Si intitola ‘La fabbrica del Re Sole’, e racconta la creazione dell’immagine pubblica di Luigi XIV, la capacità di generare meraviglia per più di mezzo secolo di regno. Lì c’è tutto, salvo come rimediare al tramonto. Forse non è più tempo di aspettarsi colpi d’ala, colpi di teatro, colpi di genio: è già stupefacente che Berlusconi sia riuscito a mantenere così a lungo un’immagine di riformatore malgrado la lista delle mancate riforme, in testa a tutte (e imperdonabilmente) quella della giustizia. Il Berlusconi attuale mi fa pensare alla tipica rockstar attempata: arriva un punto in cui non puoi più cambiare colore di capelli o metterti pantaloni sempre più attillati come Mick Jagger, devi fare della buona musica se vuoi tenerti il tuo pubblico. E per fare buona musica ti serve anzitutto una buona band, cosa che di tutta evidenza Berlusconi non ha”.
Leggi Trattatello di antropologia femminile, borghese e perfino giovanile per spiegare il caso Milano di Marina Terragni