Chi ha occhi per vedere, veda

10 AGO 20
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Il mondo concentra tutta la sua attenzione sulle dimissioni del Papa, ma si è dimenticato di Dio. Quel Dio che si è manifestato con segni celesti nei due momenti più drammatici del pontificato di Benedetto XVI. Quando, nel campo di sterminio di Birkenau, il Papa si interrogò sul silenzio di Dio in quella tragedia, improvvisamente apparve l’arcobaleno, “ quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l’arcobaleno, ricorderò l’alleanza che è tra me e voi”, così nella Genesi. L’arcobaleno stava a ricordare che vigeva sempre l’antico patto tra Dio e gli uomini e che questi, non Dio, dovevano rispondere dei loro gesti. Il fulmine, poi, che ha illuminato la cupola di San Pietro ieri sera, dopo le drammatiche dimissioni del Papa, è quel fulmine che, nella Bibbia, accompagna l’apparizione di Dio nell’Esodo a simboleggiare la luce della verità al di sopra e al di là delle vicende degli uomini.