Bersani: "Sì alla corresponsabilità, no al governissimo"

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella sede del Pd, è tornato a ribadire la sua linea e quella del suo partito: "La corresponsabilità è necessaria, ma un'ipotesi di governissimo sarebbe una risposta sbagliata". "Il messaggio che viene dal Paese – ha proseguito Bersani – è di allarme, c'è un'esigenza evidente di cambiamento. Il Paese chiede una guida perché ha dei problemi, ma ha bisogno di fiducia e di segnali di cambiamento". Ferrara Lo schiaffo di Napolitano al Pd - Merlo Berlusconi impaziente
11 AGO 20
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Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella sede del Pd, è tornato a ribadire la sua linea e quella del suo partito: "La corresponsabilità è necessaria, ma un'ipotesi di governissimo sarebbe una risposta sbagliata". "Il messaggio che viene dal Paese – ha proseguito Bersani – è di allarme, c'è un'esigenza evidente di cambiamento. Il Paese chiede una guida perché ha dei problemi, ma ha bisogno di fiducia e di segnali di cambiamento. Abbiamo lavorato in questi giorni sulla scorta delle decisioni approvate dalla direzione – ha aggiunto Bersani – partendo dalle condizioni reali del Paese: c'è una profonda preoccupazione per la situazione reale del Paese dal punto di vista economico e sociale".
"Il problema – ha proseguito il segretario – non può essere risolto andando a nuove elezioni, ma dando una prospettiva di governo. Quella è la strada che ha detto il Pd". Poi, sul suo ruolo all'interno del partito, il democratico ha chiarito: "Se Bersani serve per aiutare questa strada, Bersani c'è. Se fosse un ostacolo, Bersani è a disposizione. Prima di tutto c'è l'Italia. Quando ci sarà il congresso del Pd girerà la ruota, io lo porto fin lì". Bersani ha poi commentato la scelta del Capo dello stato sulla nomina dei dieci "saggi": "Il presidente della Repubblica ha fatto quel che poteva e doveva fare, garantire all'Europa e all'Italia una continuità istituzionale e di governo. Ha ritenuto giusto mettere un meccanismo di facilitazione per portare al concreto la questione". Di questi gruppi "uno è per l'economia, l'altro per le istituzioni e credo che questo voglia dire qualcosa", ha aggiunto. "Immagino che il mio preincarico sia assorbito in questa nuova fase, il che non vuol dire che vado al mare... io ci sono. Non intendo essere un ostacolo ma ci sono", ha detto il segretario.
Sull'esito delle consultazioni e sul panorama politico che si è posto di fronte a Bersani subito dopo il voto, il segretario ha affermato: "Ci siamo trovati di fronte al disimpegno conclamato del M5S. Una forza politica scelta da 8 milioni di elettori che intende mettere nel frigo. Non c'è insulto o acrobazia che cancelli questa drammatica verità".
Alla domanda posta da un giornalista a Bersani sulla possibilità di un governo di grande coalizione Pd-Pdl, Bersani ha risposto: "Sarebbe un governo immobile, la politica in una zattera sempre più piccola in un mare molto agitato. Con Berlusconi abbiamo già un'esperienza alle spalle, il governo Monti e abbiamo già visto l'impasse''. Poi il segretario ha ribadito: "Il mio appello è guardatela meglio questa proposta. Accompagneremo questa fase, ma in nome del nostro Paese dico guardiamola meglio la soluzione che stiamo proponendo, affiniamola e discutiamo, ma quella è secondo noi l'unica pista possibile: lavorare attorno a questo doppio registro. E' realistico, credibile", ha assicurato. Pier Luigi Bersani si è tuttavia detto pronto a incontrare Silvio Berlusconi ma a certe condizioni: "Non voglio incontrare Berlusconi ad Arcore ma nelle sedi istituzionali va bene. Sarei stato contento se fosse venuto alle consultazioni", ha assicurato.
Sul Quirinale, Bersani ha chiarito: "La destra designa il presidente e noi lo votiamo, questo è stato un atteggiamento improponibile e non accettabile", ha aggiunto. "Il Pdl – ha proseguito Bersani – aveva accettato lo schema di governo che il Pd aveva avanzato nei giorni delle consultazioni purché fosse bilanciata dalla scelta del Presidente della Repubblica, ma non nel senso di una soluzione condivisa". Poi il segretario ha aggiunto: "Mi aspetto una sensibilità in più del Pdl sulla seconda parte della Costituzione. Sto cercando un equilibrio di corresponsabilità largo, aderendo o consentendo, er avviare la legislatura. Non corro dietro ai grillini, gli otto punti sono del Pd, possono ritenere che possa esserci una sensibilità in più...".
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Alle parole pronunciate da Bersani durante la conferenza stampa, ha replicato con una nota il segretario del Pdl Angelino Alfano: "Se questo stallo prosegue perché il Pd pensa più alla fazione che alla Nazione, c'è solo la strada delle urne già a giugno prossimo. Nel nostro ordinamento costituzionale – ha proseguito Alfano – il Parlamento ha il dovere di esprimere una maggioranza e un Governo. Se non lo fa, la parola deve tornare agli elettori. Non ci sono altre vie. E il Paese, giustamente, non comprenderebbe e non accetterebbe altre perdite di tempo", ha concluso. "Ho ascoltato l'onorevole Pierluigi Bersani con doverosa attenzione e anche con la viva speranza di sentire una parola nuova, un cenno di buon senso, una ragionevole disponibilità a farsi carico delle esigenze del Paese, a partire dal rilancio dell'economia e dall'ormai indifferibile alleggerimento fiscale per le famiglie e le imprese. E invece, devo dire con grande rammarico, ho ascoltato oggi le stesse parole ostinate, chiuse,fuori dalla realtà dei numeri del Parlamento, che l'onorevole Bersani ripete da 36 giorni, cioè dalla chiusura delle urne, tempo che la sinistra ha usato solo per occupare le Presidenze delle Camere (come ora spera di fare anche per la Presidenza della Repubblica), per impedire ogni dialogo nella direzione della governabilità, e per proporre inutili commissioni per riforme che il Pd ha sempre osteggiato". Nella nota, il segretario del Pdl ha poi consluso: "Ancora una volta ribadisco una disponibilità a collaborare nell'interesse dell'Italia. Ma se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, non c'è alcuno spazio per il dialogo".