Acciaierie in vendita a Terni, calciatori a fianco degli operai

Acciaieria di Terni in vendita. Quella che giorni fa pareva essere una brutta ipotesi si è materializzata nelle parole dell'ad di Outukumpu Mika Seitorvita, secondo il quale l'immissione sul mercato degli stabilimenti umbri rappresenterebbe l'unica soluzione in vista della fusione con Inoxum. Dal 2001, anno della fusione con la anglo-svedese Avesta Sheffield, Outukumpu è per importanza la terza maggiore produttrice di acciaio inossidabile al mondo. di Marco Petrelli
11 AGO 20
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Acciaieria di Terni in vendita. Quella che giorni fa pareva essere una brutta ipotesi si è materializzata nelle parole dell'ad di Outukumpu Mika Seitorvita, secondo il quale l'immissione sul mercato degli stabilimenti umbri rappresenterebbe l'unica soluzione in vista della fusione con Inoxum. Dal 2001, anno della fusione con la anglo-svedese Avesta Sheffield, Outukumpu è per importanza la terza maggiore produttrice di acciaio inossidabile al mondo. Nello stesso anno la società della Carelia acquisisce il gruppo italiano Lurgi, penetrando così nel nostro Paese, dove opera peraltro la tedesca Thyssen Krupp proprietaria della AST (Acciai Speciali Terni). Nel Gennaio 2012 i finlandesi acquistano da Thyssen la divisione acciaio inossidabile per quasi 3 miliardi di euro. Il desiderio di fondersi con Inoxum (gruppo al quale fanno capo le attività di produzione inox) spinge l'Antitrust Ue a chiedere a Outukumpu soluzioni finalizzate a garantire il rispetto delle norme sulla concorrenza.
L'Ue riceve una prima proposta correttiva: la rinuncia agli impianti svedesi, ma per la Commissione Ue non è abbastanza; il 9 ottobre scorso l'amministratore delegato Seitorvita annuncia: "Cederemo Terni". Potrebbe sembrare una semplice operazione di mercato. A destare però scalpore, malumori e polemiche è il fatto che dalla vendita verrebbero escluse due eccellenze dell’acciaieria di Terni, il BA2 (acciaio brillante) e la società Tubificio, che rimarrebbero nelle mani di Outukumpu. “E’ come vendere un’auto senza motore” tuonano i sindacati di fronte ad una scelta che alla cittadinanza e alle istituzioni appare scellerata. In effetti la cannibalizzazione di due settori così importanti e il loro trasferimento in Nord Europa avrebbe una ricaduta negativa sul valore d’acquisto della fabbrica, sul suo effettivo potere produttivo e conseguentemente sulla competitività di mercato. Dunque economia, lavoro, identità: in difesa dell’acciaieria, simbolo di Terni, è sceso in campo un altro simbolo cittadino, la società sportiva Ternana calcio che milita in serie B.
Abbandonati per un giorno allenamenti e pronostici, staff tecnico, staff dirigenziale e l’intera squadra hanno deciso di partecipare ad un presidio che ha avuto luogo nella serata di ieri, di fronte ai cancelli dell'AST-Thyssen. L'evento, organizzato dagli ultras rossoverdi e dall'Associazione Primi della Strada, è stato così commentato dall'allenatore Domenico Toscano: "Un grande orgoglio è per noi stasera poter regalare un po' di gioia e di serenità ai lavoratori di Terni in un momento difficile come questo. Sono loro che ogni domenica ci spronano e ci sono accanto nelle nostre sfide sportive, è giusto che questo appoggio ora venga dalla squadra". Acciaieria e club: questo il concetto che emerge da dichiarazioni e commenti, ovvero che il calcio e il lavoro in questa città siano una cosa unica, un unico simbolo. "La cosa meravigliosa aggiunge Toscano – è che i tifosi ci identificano con il lavoro, con il sacrificio nostro di conquistare la vetta della B e loro di produrre per garantire benessere e ricchezza". Non è la prima volta che i ragazzi di Toscano si mostrano sensibili ad iniziative a problematiche di tipo sociale. Lorenzo Modestino, capo ufficio stampa della Società rossoverde, ha voluto ricordare che in diverse occasioni i giocatori sono scesi in campo a sostegno della città.
di Marco Petrelli