Situazione non più sostenibile
10 AGO 20

Per quanto tempo ancora dovremo sopportare che una casta di autoproclamatasi di giustizieri illuminati condizioni drammaticamente il destino dell’Italia? Per quanto tempo ancora questo strapotere della magistratura che nessuno riesce, e nemmeno ci prova, a controllare e a controbilanciare, avrà la facoltà di sconvolgere le sorti del nostro paese? I cosiddetti “campioni nazionali”, tutelati e custoditi come tesori in tutto il mondo, da noi rischiano di essere spazzati dal mercato; un sistema di sanità pubblica, preso ad esempio anche fuori dai confini nazionali, massacrato, quando in altre regioni si dilapida e si muore impunemente; le istituzioni preposte alla sicurezza di tutti noi colpite come se si trattasse di piccole bande di spacciatori. La tragedia è che si ha la sensazione che i pubblici accusatori si muovano, più che per perseguire dei reati concreti, per colpire e superare un modello di società che non ritengono condivisibile secondo i loro schemi ideologici: basati su concetti come pauperismo, egualitarismo , anticapitalismo, pregiudizio per chi emerge e merita. E manca il senso della misura e della cautela indispensabile nell’esercitare un potere tanto delicato capace di decidere della vita o della morte di tante persone e, infine, di un’intera nazione.