Parole e catene

10 AGO 20
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I “giornaloni” oggi hanno dato, giustamente, notevole risalto alla notizia degli inqualificabili insulti ricevuti dalla deputa del PD Paola Concia e dalla sua compagna. Il Corriere della sera vi dedica la parte alta di pagina nove; Repubblica mette un richiamo alla notizia già in prima pagina. Ieri, a Padova, ha subito una violenza anche Vittorio Allprandi, un consigliere del centrodestra, reo di frasi razziste contro i Rom: è stato colpito alla testa e all’addome, con catene e bastoni, da giovani di un centro sociale ed è finito in ospedale con una prognosi di 25 giorni. Il Corsera mette la notizia a pagina ventisei. La Repubblica le riserva un piccolo ma proprio piccolo trafiletto, all’interno della mezza pagina dedicata alla vicenda della Concia. Sarò anche vero che le parole possono ferire più delle pietre (e magari pure delle catene), ma l’impressione che se ne ricava è che, in Italia, un’ aggressione verbale a coloro che sono “politicamente corretti” sia considerata assai più grave di un’aggressione fisica ai politicamente scorretti. Mi pare una cosa leggermente preoccupante.