L’hybris e la bolla
Non sarà ancora la bolla che tanti analisti del malaugurio sventolano da qualche tempo come uno spauracchio, ma i dati che riguardano le società che grazie a Internet hanno fatto molti soldi negli ultimi anni impongono una riflessione: le azioni di Facebook hanno raggiunto un nuovo minimo storico, mentre la società ha mostrato un continuo rallentamento sia nella crescita che nei profitti; Amazon, il colosso delle vendite on line che si diceva avrebbe ammazzato le case editrici tradizionali, ha visto il suo utile netto scendere del 96 per cento rispetto all’anno scorso.
10 AGO 20

Non sarà ancora la bolla che tanti analisti del malaugurio sventolano da qualche tempo come uno spauracchio, ma i dati che riguardano le società che grazie a Internet hanno fatto molti soldi negli ultimi anni impongono una riflessione: le azioni di Facebook hanno raggiunto un nuovo minimo storico, mentre la società ha mostrato un continuo rallentamento sia nella crescita che nei profitti; Amazon, il colosso delle vendite on line che si diceva avrebbe ammazzato le case editrici tradizionali, ha visto il suo utile netto scendere del 96 per cento rispetto all’anno scorso; Zynga, principale produttore di giochi su social network, ha perso il 40 per cento in Borsa; e mentre Google da una parte annuncia un più 35 per cento di fatturato rispetto allo stesso periodo nel 2011, dall’altra si trova a fronteggiare un calo del del 16 per cento in quello che è sempre stato il core business dell’azienda: la pubblicità on line.
Non è tutto oro quello che si clicca, dunque, ma non è ancora il momento di intonare inni luddisti. La strada che sembrava in discesa degli investimenti sull’on line si sta rivelando più insidiosa del previsto, ma una buona dose di realismo non può che fare bene a un mondo in cui bastava aprire una start up in California per essere sommersi da soldi e successo. I grandi colossi in crisi dovranno rivedere le loro strategie, servirà battere altre strade, abbandonare vecchie certezze, individuando nuovi modelli. Sicuramente è bene deporre l’hybris di chi, sicuro, dice al mondo che “il futuro è questo” e tutto il resto è da buttare. In attesa di vedere se la bolla c’è davvero.