L'addio al parà ucciso in Afghanistan
Si sono svolti i funerali del tenente della Folgore Alessandro Romani, rimasto ucciso in Afghanistan venerdì scorso in uno scontro con i talebani. Hanno partecipato, alle esequie in forma solenne nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, le più alte cariche dello stato. Leggi Il flagello di Allah - Leggi Idealisti cristiani, anche pacifisti. I medici ammazzati in Afghanistan - Leggi C’è una guerra dentro la guerra tra genieri italiani e talebani
10 AGO 20

Si sono svolti i funerali del tenente della Folgore Alessandro Romani, rimasto ucciso in Afghanistan venerdì scorso in uno scontro con i talebani. Hanno partecipato, alle esequie in forma solenne nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, le più alte cariche dello stato. Oltre al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, hanno partecipato i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Ignazio La Russa, Renato Brunetta, Giorgia Meloni, il governatore del Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, i massimi vertici militari e delle forze dell'ordine.
L'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, durante l'omelia ha detto: "Ancora un incontro di dolore e di lutto. La sofferenza del nostro paese diventa più profonda. Se vogliamo la pace, la costruiremo assicurando a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le ingiustizie prima o poi presentano il conto a tutti. E' da stolti costruire una casa dorata, ma con attorno il deserto e il degrado. Ringrazio i nostri militari, che, liberi dal proprio io, si espongono come lampada per i popoli martoriati dalla tirannia e dalla violenza con l'intento di rendere ospitale la casa dell'umanità. La guerra non è mai inevitabile e la pace è sempre possibile. Anzi doverosa".