La riforma di Francesco contro pedofili e corvi

Con un breve motu proprio, Papa Francesco ha modificato il codice penale dello Stato della Città del Vaticano. Le nuove norme entreranno in vigore il 1° settembre. Sparisce dall'ordinamento l'ergastolo, sostituito da una pena massima che andrà dai 30 ai 35 anni. Al contempo, però, vengono definiti i delitti contro i minori, confermando così la linea ferma e di trasparenza inaugurata da Benedetto XVI: "Vendita, prostituzione, arruolamento e violenza sessuale in loro danno, pedopornografia, detenzione di materiale pedopornografico, atti sessuali con minori".
10 AGO 20
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Con un breve motu proprio, Papa Francesco ha modificato il codice penale dello Stato della Città del Vaticano. Le nuove norme entreranno in vigore il 1° settembre. Sparisce dall'ordinamento l'ergastolo, sostituito da una pena massima che andrà dai 30 ai 35 anni. Al contempo, però, vengono definiti i delitti contro i minori, confermando così la linea ferma e di trasparenza inaugurata da Benedetto XVI: "Vendita, prostituzione, arruolamento e violenza sessuale in loro danno, pedopornografia, detenzione di materiale pedopornografico, atti sessuali con minori". Tutti i dipendenti degli organismi vaticani (compresi anche i nunzi apostolici), "indipendentemente dal fatto che si trovino" entro le mura leonine, saranno sottoposti alle nuove disposizioni. Novità anche per chi sottrarrà documenti o rivelerà notizie riservate: la pena – ha spiegato il presidente del Tribunale, Giuseppe Dalla Torre – "potrà arrivare anche a otto anni di reclusione".
Stretta anche in materia di "delitti contro la pubblica amministrazione": sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell'autorità giudiziaria e l'aggiornamento della disciplina della confisca dei beni. Francesco ha infatti stabilito che "in linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale, si introduce un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie". Il rigore, dice il direttore della Sala stampa vaticana, padre Lombardi, non si fermerà qui: "Sono in preparazione altre leggi non di natura penale nella direzione degli adeguamenti alle richieste del Consiglio d'Europa attraverso Moneyval".