Ieri a Milano la proclamazione
La nuova stagione di Renzi
Ieri Matteo Renzi è diventato ufficialmente segretario del Pd. E' successo durante l'assemblea generale dei democratici che si è tenuta a Milano. Inseguito dai giornalisti, il neosegretario ha raggiunto la sala dei congressi dove è stato formalmente proclamato segretario all'Assemblea del Pd. Lunghi applausi e bandiere del partito sono state alzate per omaggiarlo un istante prima del suo intervento dal palco. Il voto alle primarie è "l'ultimo appello perché l'Italia recuperi fiducia e credibilità nella politica", ha detto Renzi ricordando che il punto "non è la pacificazione tra me e Berlusconi ma tra la politica e l'Italia". Leggi anche Il girotondo fogliante sulla vittoria di Matteo Renzi
10 AGO 20

Ieri Matteo Renzi è diventato ufficialmente segretario del Pd. E' successo durante l'assemblea generale dei democratici che si è tenuta a Milano. Inseguito dai giornalisti, il neosegretario ha raggiunto la sala dei congressi dove è stato formalmente proclamato segretario all'Assemblea del Pd. Lunghi applausi e bandiere del partito sono state alzate per omaggiarlo un istante prima del suo intervento dal palco. Il voto alle primarie è "l'ultimo appello perché l'Italia recuperi fiducia e credibilità nella politica", ha detto Renzi ricordando che il punto "non è la pacificazione tra me e Berlusconi ma tra la politica e l'Italia". Renzi ha poi aggiunto che "la presidenza a Cuperlo è tutto tranne un tentativo di un 'do ut des', ma di dire che questo partito ha indicato la direzione: insieme si è più forti e capaci di riconoscere difetti e punti di forza dell'altro". Il "nuovo gruppo dirigente del Pd – ha sottolineato il sindaco di Firenze – deve imporre una nuova visione al Paese per i prossimi 15 anni e una agenda al governo per il prossimo anno". Quanto al ruolo del partito, esso è "parte integrante del governo ed elemento fondamentale della tenuta dei prossimi mesi", ha detto Renzi all'Assemblea.
ELEZIONI EUROPEE - "Se alle prossime europee si va con risultati balbettanti la responsabilità non ce l'ha Grillo e Berlusconi ma cadrà tutta sulla testa del Pd", ha aggiunto il segretario democratico parlando del prossimo appuntamento elettorale.
IL RAPPORTO CON LETTA - "Le corrette relazioni per quel che mi riguarda sono un punto fondamentale", ha chiarito Renzi all'Assemblea del Pd parlando del suo rapporto con il premier Enrico Letta. "Io sono abituato a dire in faccia le cose, penso che per uccidere i retroscenisti, politicamente parlando, dobbiamo utilizzare lo stesso linguagigo fuori e dentro, il linguaggio della franchezza sapendo che ora non è al centro il destino personale di uno o l'altro ma abbiamo la responsabilità dell'Italia da cambiare e rilanciare".
GRILLO E IL M5S - Si è "sfascisti" quando "si dice al Parlamento tutti a casa, perché al Parlamento si dice tutti a lavorare, al Parlamento non si dice voi qui non entrate ma state dento finché non finite", ha detto Renzi criticando, senza mai citarlo, Beppe Grillo.
LE RIFORME - "Dobbiamo collaorare con le forze di coalizione per un agenda puntuale e con tutte le forze politiche per le riforme istituzionali e costituzionali", ha chiarito il nuovo segretario dei democratici. Partendo, ad esempio, anche dalle unioni di fatto: "Io su questo sono prudente ma i 'civil partnership', le unioni civili, devono essere nel patto di coalizione che lo voglia o meno Giovanardi. Siamo il Pd e non possiamo far finta di niente su questo" ha detto Renzi. Altro punto in agenda il tema del lavoro: "In un mese ci sarà una proposta condivisa che sia nelle nelle condizioni di semplificare le regole del lavoro, per modificare gli ammortizzatori sociali, per affermare il diritto che quando perdi il lavoro c'è una formazione che dà risposte". Sì del sindaco anche alla rinuncia dei rimborsi elettorali che spettano al Pd ma solo se il M5S voterà le riforme proposte dal Partito democratico, dalla legge elettorale all'abolizione del Senato elettivo, perché "il Pd sta davanti e non dietro". E proprio sul tema del finanziamento ai partiti, Renzi ha continuato a incalzare il leader dei grillini: "In queste ore, come è già successo con Bersani e con Letta, Grillo mi dice 'Renzi firma qua', metti la tua firma sulla restituzione del finanziamento pubblico – ha spiegato il segretario del Pd –. Sono io che dico, Beppe firma qua. Io rilancio il tema: caro Grillo hai 160 parlamentari, sono decisivi, se ti va, se sei serio firma qua, io sono disponibile. Vuoi che rinunciamo ai rimborsi del prossimo anno? Ci costa molto ma siamo disposti ad accettare la sfida a una condizione: non si fa atto di resa, dì ai tuoi senatori di votare per trasformare il Senato e ai deputati di votare per un legge elettorale per cui chi vince governa". E ancora: "Noi siamo disposti ma Grillo deve votare in Parlamento, votare per quelle cose per cui il M5s è stato eletto. Se non ci stai, chiacchierone e buffone vale per te".
I COMPLIMENTI DI D'ALEMA - Matteo Renzi ha fatto "un buon discorso" all'assemblea nazionale del Pd a Milano. E' stato questo il primo commento rilasciato ieri da D'Alema, seduto in prima fila nella sala dell'assemblea alla Fiera di Milano. "Considerati i dissensi di partenza – ha aggiunto D'Alema – mi è sembrato un tentativo di indicare una piattaforma di confronto aperta. La mia è una valutazione positiva", ha poi concluso prima che sul palco prendesse la parola Gianni Cuperlo.