Passeggiate Romane
Indizi e contro indizi sulla voglia matta di Renzi di andare a votare
Tutti continuano a giurare che ormai la finestra elettorale è chiusa, che andare a votare sarebbe una follia. Lo stesso Renzi non fa che ripeterlo, ma sarà veramente così? C’è chi comincia a dubitarne seriamente. A iniziare da Enrico Letta, che l’altroieri ha fatto buon viso a cattivo gioco ma quando si è visto sciorinare quel programma di governo che, chiaramente, non può andare bene al Nuovo centrodestra, si è domandato quali fossero le vere intenzioni del segretario. Cerasa Farinetti spiega perché Renzi deve costringere Letta a votare subito - Pizzino segreto dei renziani spiega perché a marzo comincia il conto alla rovescia - Si può votare il 25 maggio. Documento inedito
10 AGO 20

Tutti continuano a giurare che ormai la finestra elettorale è chiusa, che andare a votare sarebbe una follia. Lo stesso Renzi non fa che ripeterlo, ma sarà veramente così?
C’è chi comincia a dubitarne seriamente. A iniziare da Enrico Letta, che l’altroieri ha fatto buon viso a cattivo gioco ma quando si è visto sciorinare quel programma di governo che, chiaramente, non può andare bene al Nuovo centrodestra, si è domandato quali fossero le vere intenzioni del segretario, dal momento che, stando almeno a quanto ha riferito ai suoi interlocutori il presidente del Consiglio, il segretario del Pd nel loro primo incontro a Palazzo Chigi non gli avrebbe parlato di tutto ciò. Letta insiste sul fatto che questo è un esecutivo particolare che ha pochi obiettivi ben precisi e che quindi non può allargare a dismisura lo spettro del suo programma. Tra l’altro il premier sa bene che Alfano è in difficoltà. Tanto più dopo aver detto che Renzi ha fatto un discorso di sinistra. Perché così ha dato modo agli esponenti di Forza Italia di criticarlo per la sua collaborazione con il Pd.
Ma ci sono altri strani indizi. Per esempio, a Montecitorio si fa sempre più insistente la voce secondo la quale se non si riuscisse a mandare in porto la riforma elettorale, allora tanto varrebbe andare a votare. E sono deputati vicini a Renzi quelli che lo dicono.
Altro indizio: l’assessore al traffico di Roma Guido Improta ha deciso di diventare lui il vero numero due della giunta. Per questo motivo sta creando non poche difficoltà al sindaco perché litiga un giorno si è l’altro pure con la titolare dell’assessorato al Bilancio. C’è chi giura di averlo sentito dire che nel caso in cui dovesse perdere questa partita nella giunta se ne farà una ragione perché entrerà nel governo dell’èra Renzi. Il che lascia immaginare che da quelle parti ci sia chi calcola che l’attuale esecutivo non possa andare avanti per troppo tempo. Del resto il segretario da questo punto di vista è coerente. Ha sempre detto, sin dal primo giorno, che il governo ha una ragion d’essere solo per fare le cose. E gli ultimi sondaggi sembrano dargli ragione.
Per quel che riguarda il partito. Renzi in questa fase è più forte che mai, visto che è stato legittimato dalle primarie. Perciò intende farsi valere da subito. Vuole tutti dentro il Pd. Per questo ha offerto la presidenza dell’Assemblea nazionale al suo avversario Gianni Cuperlo. Per questo ha fatto entrare in Direzione l’unico senza correnti che ufficialmente non si era schierato per nessuno dei tre concorrenti, cioè Goffredo Bettini.
C’è chi comincia a dubitarne seriamente. A iniziare da Enrico Letta, che l’altroieri ha fatto buon viso a cattivo gioco ma quando si è visto sciorinare quel programma di governo che, chiaramente, non può andare bene al Nuovo centrodestra, si è domandato quali fossero le vere intenzioni del segretario, dal momento che, stando almeno a quanto ha riferito ai suoi interlocutori il presidente del Consiglio, il segretario del Pd nel loro primo incontro a Palazzo Chigi non gli avrebbe parlato di tutto ciò. Letta insiste sul fatto che questo è un esecutivo particolare che ha pochi obiettivi ben precisi e che quindi non può allargare a dismisura lo spettro del suo programma. Tra l’altro il premier sa bene che Alfano è in difficoltà. Tanto più dopo aver detto che Renzi ha fatto un discorso di sinistra. Perché così ha dato modo agli esponenti di Forza Italia di criticarlo per la sua collaborazione con il Pd.
Ma ci sono altri strani indizi. Per esempio, a Montecitorio si fa sempre più insistente la voce secondo la quale se non si riuscisse a mandare in porto la riforma elettorale, allora tanto varrebbe andare a votare. E sono deputati vicini a Renzi quelli che lo dicono.
Altro indizio: l’assessore al traffico di Roma Guido Improta ha deciso di diventare lui il vero numero due della giunta. Per questo motivo sta creando non poche difficoltà al sindaco perché litiga un giorno si è l’altro pure con la titolare dell’assessorato al Bilancio. C’è chi giura di averlo sentito dire che nel caso in cui dovesse perdere questa partita nella giunta se ne farà una ragione perché entrerà nel governo dell’èra Renzi. Il che lascia immaginare che da quelle parti ci sia chi calcola che l’attuale esecutivo non possa andare avanti per troppo tempo. Del resto il segretario da questo punto di vista è coerente. Ha sempre detto, sin dal primo giorno, che il governo ha una ragion d’essere solo per fare le cose. E gli ultimi sondaggi sembrano dargli ragione.
Per quel che riguarda il partito. Renzi in questa fase è più forte che mai, visto che è stato legittimato dalle primarie. Perciò intende farsi valere da subito. Vuole tutti dentro il Pd. Per questo ha offerto la presidenza dell’Assemblea nazionale al suo avversario Gianni Cuperlo. Per questo ha fatto entrare in Direzione l’unico senza correnti che ufficialmente non si era schierato per nessuno dei tre concorrenti, cioè Goffredo Bettini.