Eppur (qualcosa) si muove

“La strada è giusta”: per Giulio Tremonti e il Documento di economia e finanza (Def) il riconoscimento è giunto ieri dall’audizione del vicedirettore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Il piano di consolidamento delle finanze pubbliche è ambizioso. Il contenimento della dinamica della spesa svolgerà un ruolo determinante: l’entità della correzione rende necessario intervenire su tutte le principali componenti”, ha detto Visco. Leggi Campioni d’Italia - Leggi Tremonti politico di Giuliano Ferrara
10 AGO 20
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“La strada è giusta”: per Giulio Tremonti e il Documento di economia e finanza (Def) il riconoscimento è giunto ieri dall’audizione del vicedirettore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Il piano di consolidamento delle finanze pubbliche è ambizioso. Il contenimento della dinamica della spesa svolgerà un ruolo determinante: l’entità della correzione rende necessario intervenire su tutte le principali componenti”, ha detto Visco, che ha promosso come “incoraggianti i risultati del 2010, con deficit risultato inferiore all’obiettivo e la spesa primaria in forte rallentamento, cresciuta meno dei prezzi al consumo”.

Non solo: “I programmi del Def appaiono coerenti con le regole europee. Soddisfano il vincolo per la riduzione del debito nell’ambito della riforma della governance”. L’uomo di Bankitalia più vicino a Mario Draghi per le questioni di finanza pubblica non ha modificato la stima di 35 miliardi sulla correzione da apportare fra il 2013 e il 2014. Ma la previsione è basata sulla matematica e sul percorso che conduce al pareggio di bilancio nel 2015 stabilito e condiviso a livello europeo: “Per conseguire gli obiettivi il Def valuta che siano necessarie misure correttive nel biennio per 2,3 punti percentuali di prodotto interno lordo”. Visco promuove anche l’annuncio tremontiano di indicare già a settembre i campi di intervento sulla spesa: “Ciò potrà ancorare le aspettative degli operatori, contenendo i rendimenti dei titoli pubblici”.

Le parole di Bankitalia si accompagnano a un nuovo attivismo del ministro dell’Economia su fisco e sviluppo. Ieri, sempre in Parlamento, mentre il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, dichiarava che le riforme fatte non sono sufficienti per stimolare la crescita, Tremonti ha invece promesso agli imprenditori “una minore oppressione fiscale” per via legislativa. “Il sistema è eccessivo per costi, tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Potremmo immaginare una qualche tipo di concentrazione, salve esigenze di controllo erariale, e ridurre il continuo controllo. Ne va via uno, e dopo un po’ arriva il vigile urbano. Ci abbiamo iniziato a lavorare”. Quanto alla crescita, “sicuramente dobbiamo fare e possiamo fare di più. Ma siamo all’1,3 per cento, come la Gran Bretagna, però con meno della metà del deficit”. Le prime norme pro sviluppo “riguarderanno nei prossimi giorni il meridione, le opere pubbliche, le semplificazioni amministrative, l’edilizia privata, la riduzione dei costi per le imprese”. Poi verrà il fisco, “anche se non è una riforma facile”.
Dopo le iniziali critiche della Confindustria, lo stesso fronte imprenditoriale sta cambiando toni. Diana Bracco, membro del Comitato di presidenza di Viale dell’Astronomia, giudica positivamente i finanziamenti alla ricerca annunciati da Mariastella Gelmini per complessivi 3,1 miliardi.

Per il 2013, il Def fissa all’1,53 per cento del pil gli investimenti pubblici in ricerca (oggi allo 0,56) grazie a un credito d’imposta del 90 per cento. E Tremonti rilancia una sua vecchia proposta, la vendita di immobili pubblici per abbattere il debito: “Nel pieno della crisi non c’era la possibilità di montare uno strumento che raccogliesse i beni per metterli sul mercato. Ora possiamo riprendere quel discorso: ma prima lo devi fare, poi lo puoi scomputare dal debito”.
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