Dopo il mariage gay, l’eutanasia

Il diavolo si nasconde nei particolari, ed è ben più importante di un particolare la frase del documento dell’Ordine dei medici francese che, senza mai usare la parola “eutanasia”, invita a prevedere una “sedazione profonda e terminale” per alcuni casi non previsti dalla vigente legge Leonetti sul fine vita. La quale, scrivono i medici, “può non offrire soluzione per certe agonie prolungate o per dei dolori psicologici e/o fisici che, malgrado i mezzi messi in opera, restano incontrollabili”.
10 AGO 20
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Il diavolo si nasconde nei particolari, ed è ben più importante di un particolare la frase del documento dell’Ordine dei medici francese che, senza mai usare la parola “eutanasia”, invita a prevedere una “sedazione profonda e terminale” per alcuni casi non previsti dalla vigente legge Leonetti sul fine vita. La quale, scrivono i medici, “può non offrire soluzione per certe agonie prolungate o per dei dolori psicologici e/o fisici che, malgrado i mezzi messi in opera, restano incontrollabili”. Dopo aver ribadito, nel preambolo del documento, “i principi etici da sempre patrimonio della medicina fin dall’origine: non dare deliberatamente la morte e vietarsi ogni accanimento irragionevole”, ecco che l’Ordine dei medici francese chiede di introdurre la possibilità di somministrare una sedazione profonda (la quale comporta necessariamente l’accelerazione della morte del paziente) non solo nei casi fino a oggi previsti, vale a dire per i malati terminali arrivati all’agonia – una pratica del tutto legittima, che nulla c’entra con l’eutanasia – ma anche in presenza di “dolori psicologici e/o fisici” che “restano incontrollabili”. E allora, in presenza di “richieste persistenti, lucide e reiterate della persona” sulla quale le cure palliative (anche per dolori “psicologici”, va sottolineato) non abbiano effetto, e previa la decisione collegiale dei medici curanti, dovrebbe essere prevista “una sedazione profonda e terminale”.
In che cosa questa debba distinguersi dall’eutanasia non è affatto chiaro. E’ invece chiarissima la determinazione del presidente Hollande, che non potendo mettere in campo nessun decisionismo sulle questioni economiche e sociali si dedica a quelle etiche, di arrivare entro l’autunno a una legge sull’eutanasia. Di arrivarci nonostante il rapporto della commissione da lui stesso istituita – e affidata al presidente onorario del Comitato di bioetica, Didier Sicard – abbia chiarito che non è necessaria, in Francia, una nuova legge, ma solo una maggiore applicazione e una conoscenza più diffusa delle norme e delle buone pratiche già a disposizione. Come è avvenuto per il matrimonio gay, promessa elettorale numero 41 da mantenere a ogni costo, compreso quello di spaccare in due il paese, la promessa elettorale di “un’assistenza medicalizzata per concludere dignitosamente la vita” (leggi: eutanasia) sarà legge. E il documento dei medici francesi aiuta.