Di soli diritti non si vive
Sergio Marchionne ha dato il preavviso dell’addio: “Se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo”. Antonella Merloni, dopo mesi di scioperi alla Indesit, avverte che non delocalizzerà né licenzierà “purché si agisca tempestivamente per ridare competitività alle produzioni”. A Malpensa i sindacati litigano sugli slot di atterraggio. A Taranto è ora l’Eni a essere finita sotto triplice indagine: procura, Agenzia dell’ambiente e governo. Sono solo gli ultimi casi. Però Enrico Letta si occupa di Imu, Iva, mini-incentivi per i giovani subordinati a veti e burocrazie.
10 AGO 20

Sergio Marchionne ha dato il preavviso dell’addio: “Se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo”. Antonella Merloni, dopo mesi di scioperi alla Indesit, avverte che non delocalizzerà né licenzierà “purché si agisca tempestivamente per ridare competitività alle produzioni”. A Malpensa i sindacati litigano sugli slot di atterraggio. A Taranto è ora l’Eni a essere finita sotto triplice indagine: procura, Agenzia dell’ambiente e governo. Sono solo gli ultimi casi. Però Enrico Letta si occupa di Imu, Iva, mini-incentivi per i giovani subordinati a veti e burocrazie. Poi ci sono le poltrone pubbliche e la inconcludente e concertativa questione del cuneo fiscale: inconcludente perché le parti sociali la considerano roba loro mentre il governo non agisce. Ma che cosa si fa per ridare all’Italia un futuro e una bussola industriale? Gli sgravi sugli elettrodomestici dopo i pannelli solari?
Nessuno vuole formule stataliste come quelle che pure ricostruirono l’Italia: occorre però creare di volata le condizioni per convincere gli imprenditori a restare o venire in Italia. Cioè: meno tasse su redditi e società; un codice del lavoro, dentro una riforma più vasta, che allinei doveri e diritti; una sforbiciata poderosa alla burocrazia e al suo gravame di agenzie, Tar e quant’altro; la digitalizzazione per tutto e tutti. Gli altri impiegano la crisi per modernizzare i rispettivi modelli di sviluppo: la Germania con l’export, l’Inghilterra con la finanza, gli Stati Uniti con l’industria, la Francia con lo shopping del lusso (l’abbiamo visto con l’acquisizione di Loro Piana). Perfino l’Irlanda, sotto aiuti, ha difeso gli incentivi all’imprenditoria. In Italia? Per ora solo tagli e frattaglie.