Berlusconi compatta i suoi, rilancia Forza Italia e attacca sulla giustizia

Nessuna divisione tra falchi e colombe. Al contrario, dalle riunioni dei gruppi di Camera e Senato "è emerso che siamo tutti uniti". E' ciò che avrebbe detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi, secondo quanto viene riferito e riportato dalle agenzie di stampa, aprendo i lavori dell'Ufficio di presidenza, parlando del partito. Berlusconi inoltre non avrebbe nascosto la preoccupazione per la situazione attuale che vive il Paese. Tuttavia, l'ex premier si sarebbe detto certo della riuscita dell'impegno preso con gli italiani su Imu ed Iva. Il Cav. avrebbe anche rilanciato Forza Italia. Leggi anche L'ultimatum di Schifani: "Con Berlusconi interdetto il Pdl lascia il governo" - Merlo Pdl diviso tra crisi di governo, appelli quirinalizi e referendum
10 AGO 20
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Nessuna divisione tra falchi e colombe. Al contrario, dalle riunioni dei gruppi di Camera e Senato "è emerso che siamo tutti uniti". E' ciò che avrebbe detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi, secondo quanto viene riferito e riportato dalle agenzie di stampa, aprendo i lavori dell'Ufficio di presidenza, parlando del partito. Berlusconi inoltre non avrebbe nascosto la preoccupazione per la situazione attuale che vive il Paese. Tuttavia, l'ex premier si sarebbe detto certo della riuscita dell'impegno preso con gli italiani su Imu ed Iva. Il Cav. avrebbe anche rilanciato Forza Italia assicurando ai suoi: Forza Italia "emoziona di più" del Popolo della libertà. Sarebbe stato anche fissato un timing; l'annuncio, infatti, dovrebbe essere previsto per settembre. Il Cavaliere, raccontano, avrebbe molto apprezzato le manifestazioni di solidarietà arrivate in questi giorni sul caso che lo vede implicato nel processo Mediaset. L'ex premier avrebbe detto ai suoi che l'accelerazione dei processi negli ultimi due mesi non può non essere legata al fatto che una parte della maggioranza non vuole un governo di pacificazione.
Berlusconi avrebbe lanciato la mobilitazione del partito a livello territoriale sui temi della giustizia, per spiegare ai cittadini cosa succede. Perché, viene riferito, per l'ex premier una parte della magistratura é come "una associazione segreta di cui non si conoscono gli aderenti", riferendosi in particolar modo alla corrente di Magistratura democratica. Il Cav. avrebbe anche invitato i suoi ad allestire dei gazebo in tutto il paese per raccogliere le firme per i referendum dei Radicali sulla giustizia. Berlusconi, riferiscono le stesse fonti delle agenzie, avrebbe invitato i suoi a non lasciarsi andare ad attacchi singoli e critiche nei confronti del governo che, ha ribadito, deve andare avanti. Ciò non vuol dire, avrebbe sottolineato il Cavaliere, che il Pdl non farà sentire la sua voce, al contrario continuerà a portare avanti le sue battaglie dall'interno del governo, non da comprimari ma da protagonisti, dando del filo da torcere soprattutto sui provvedimenti economici. Dobbiamo allestire dei gazebo in tutto il paese per raccogliere le firme per i referendum dei Radicali sulla giustizia. Silvio Berlusconi, viene riferito, parlando all'ufficio di presidenza lancia la mobilitazione del Pdl a favore dei referendum Radicali.
E NEL PD SI CHIEDE "UNO SCATTO D'ORGOGLIO" - Nel frattempo in casa Pd è arrivato un documento, firmato da 70 senatori del Pd di diverse aree (dal veltroniano Giorgio Tonini al bersaniano Miguel Gotor, al giovane turco Francesco Verducci) in cui si esorta il partito a "uno scatto d'orgoglio", perché non si ripetano "autogol" come quelli di ieri, e perché "si spieghi meglio" al Paese che il sostegno al governo Letta "è la migliore scelta che si possa fare date le circostanze". "La distanza tra quanto comunicato in queste ore e ciò che davvero è accaduto e sta accadendo nelle aule parlamentari è davvero paradossale", si legge nella lettera. "Appare in gran parte incomprensibile – sottolineano gli esponenti Pd – l'occasione che sta perdendo il Pd di spiegare e valorizzare le scelte, certo faticose e non facili, dei suoi parlamentari. Siamo concordi nel giudizio critico sugli eventi di ieri, la drammatizzazione di vicende giudiziarie del leader di un partito, il Pdl, con toni e modalità che nessuno di noi ha condiviso. Piacerebbe, però, vedere uno scatto d'orgoglio da parte del Pd e che fossero comunicate meglio le nostre buone ragioni al Paese". "A cominciare – proseguono i senatori – dalla fatica e dalla responsabilità nel sostenere un Governo chiamato a realizzare riforme a fronte di una crisi gravissima. Sapevamo che non stavamo creando un governo di larghe intese con Merkel o Cameron, ma le condizioni di urgenza cui ci richiamava qualche settimana fa il presidente Napolitano non sono cambiate. E' demagogico invocare il ritorno alle urne quando tutti sappiamo che il porcellum ci restituirebbe un parlamento altrettanto frammentato e ingovernabile. Non sosterremmo un minuto di più questa maggioranza se non pensassimo che possa produrre in tempi certi le scelte di cui il Paese ha bisogno – concludono i senatori – Ma oggi rivendichiamo che questa è la miglior scelta che si possa fare date le circostanze". Tra i firmatari della lettera Francesco Russo, Valeria Fedeli, Claudio Martini, Rita Ghedini, Giorgio Tonini, Francesco Verducci, Miguel Gotor, Stefano Collina, Paolo Corsini, Vannino Chiti, Camilla Fabbri, Paolo Guerrieri, Stefano Esposito, Giorgio Santini, Angelica Saggese, Giancarlo Sangalli, Francesca Puglisi e Rosanna Filippin.