Abbiamo già perso il Sud Sudan?

Ha compiuto due anni da poco l’ultimo nato nella nidiata dell’Onu, dopo una guerra durata vent’anni e due milioni di morti combattuta lontano dalle attenzioni internazionali. Quando nell’estate del 2005 arrivò la pace tra Sudan e Sudan del Sud e quest’ultimo si avviò all’indipendenza, parte del merito fu da attribuire all’allora presidente Bush, che appoggiò il nuovo stato, triangolò con l’Onu e tenne a bada Khartum.
10 AGO 20
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Ha compiuto due anni da poco l’ultimo nato nella nidiata dell’Onu, dopo una guerra durata vent’anni e due milioni di morti combattuta lontano dalle attenzioni internazionali. Quando nell’estate del 2005 arrivò la pace tra Sudan e Sudan del Sud e quest’ultimo si avviò all’indipendenza, parte del merito fu da attribuire all’allora presidente Bush, che appoggiò il nuovo stato (il presidente Salva Kiir indossa ancora il cappello da cowboy che Bush gli regalò, pare abbia un armadio pieno di repliche), triangolò con l’Onu (che subito accolse Giuba nel club) e tenne a bada Khartum. Poi le priorità sono cambiate, adesso i gendarmi d’Africa sono altri, guardano altrove; domenica a Giuba, dopo mesi di turbolenze, una pace fragile e mal sorvegliata non è più stata in grado di reggere. Secondo le fonti ufficiali, una fazione dell’esercito fedele all’ex vicepresidente Riek Machar avrebbe “tentato il colpo di stato” dopo che si era diffusa la falsa notizia dell’arresto dello stesso Machar. Da lì gli scontri si sono estesi a tutto il paese. Le vittime sono almeno 500, centinaia i feriti, 20.000 i cittadini che si sono rifugiati nelle basi dell’Onu. Dietro il conflitto tra Kiir e Machar (che non è stato arrestato, è in fuga, rigetta le accuse ma dice che Kiir è illegittimo) c’è una questione di potere e di etnia. I due rappresentano i gruppi etnici maggioritari, la loro alleanza era il segno dell’unità del paese, è finita a luglio quando Kiir ha azzerato il suo gabinetto di governo, licenziando pure Machar. Dopo giorni di guerriglia ieri Kiir si è detto disponibile al dialogo, Machar teme la trappola, dal nord Omar al Bashir osserva interessato. L’Onu, che in Sud Sudan ha quasi 6.000 caschi blu, accoglie rifugiati e resta a guardare.