Monti pensa alla patrimoniale e non vuole rimanere premier
"Non si tornerà a una situazione di mercati tranquilli e di spread zero per tutti". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo oggi a Milano al convegno del Financial Times. "Una riduzione dello spread - ha detto Monti - non sarebbe una panacea per i mali italiani ma ci renderebbe la vita più semplice. I mercati, dopo aver dormito per dieci anni, si sono svegliati all'improvviso e hanno visto che la situazione era diversa". Monti è poi tornato sui temi economici e programmatici del governo dei tecnici e in particolare sulla creazione di una tassa patrimoniale che, stando alle parole del premier, sarebbe allo studio della squadra di governo e sarebbe "generalizzata" ma non “introdotta nottetempo”.
9 AGO 20

"Non si tornerà a una situazione di mercati tranquilli e di spread zero per tutti". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo oggi a Milano al convegno del Financial Times. "Una riduzione dello spread - ha detto Monti - non sarebbe una panacea per i mali italiani ma ci renderebbe la vita più semplice. I mercati, dopo aver dormito per dieci anni, si sono svegliati all'improvviso e hanno visto che la situazione era diversa".
Monti è poi tornato sui temi economici e programmatici del governo dei tecnici e in particolare sulla creazione di una tassa patrimoniale che, stando alle parole del premier, sarebbe allo studio della squadra di governo e sarebbe "generalizzata" ma non “introdotta nottetempo”.
Sulle reazioni degli italiani alle misure adottate in questi mesi dal governo, Monti ha così sintetizzato il suo pensiero: "La società italiana si è dimostrata capace di accettare i sacrifici. In Italia non abbiamo visto le manifestazioni di scontento che invece ci sono state negli altri paesi europei''. E, sulle voci che lo vedrebbero a capo di un nuovo esecutivo, ha aggiunto: "Molte persone riescono a immaginare questo scenario, a qualcuno piace e a qualcuno no. Io non ho molto da commentare in proposito”. Alla domanda: "Le piacerebbe rimanere al capo del governo?" formulata da un giornalista presente alla conferenza, la secca risposta del Presidente del consiglio è stata "No".
Quanto alla situazione economica del paese, Monti si è soffermato su alcuni dati tecnici: “Il debito dell'Italia, che è del 120 per cento del Pil, è cresciuto meno rispetto alla media europea durante la crisi". E Sui recenti provvedimenti adottati dal governo ha così commentato: “Le misure e gli interventi contro la corruzione fanno pensare a una guerra, e in realta lo è. Non può esserci una società civile senza un abbattimento dell'evasione fiscale. Lo stesso vale per la lotta alla corruzione". Il premier poi ha aggiunto: “Abbiamo ridotto i costi della pubblica amministrazione e della politica; per i cittadini niente è abbastanza, e questo lo capisco, ma noi dobbiamo essere si' molto duri ma non populisti". Inoltre, secondo il premier "le riforme varate nell'ultimo anno hanno migliorato le prospettive di crescita, ma non ancora i dati".
Monti ha affrontato anche il tema della riforma del sistema previdenziale avviata dal ministro del Lavoro Elsa Fornero: “La riforma delle pensioni dello scorso anno porta risparmi altissimi all'Italia, per 7,6 miliardi di euro nel 2014, che diventeranno 22 miliardi nel 2020". Il sistema pensionistico è stato stabilizzato rendendolo interamente dipendente dai contributi con l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile, e presto a 67, e indicizzando le pensioni alla durata media della vita”.
Monti ha poi concluso affermando che l’Italia “ha uno dei migliori sistemi pensionistici d'Europa" e, sulle prospettive di crescita economica del paese, ha dichiarato: "La crescita può tornare non appena sarà risolta la crisi della zona euro'', aggiungendo che "un anno fa c'era un'attenzione molto strana nei confronti dell'Italia. Se fosse affondata anche l'euro sarebbe affondato.
Sull’abbattimento del debito, Monti ha assicurato: “Il debito dell'Italia comincerà a declinare" dal 2014, anche grazie a un programma di privatizzazione e di vendite di immobili”.
In ultimo, un commento del premier su Beppe Grillo e il suo movimento: “Senz'altro Grillo parla a nome di un gruppo sempre più grande di persone, e quello che dice sembra raccogliere consensi".