Monti bis, election day. Che cosa hanno detto Alfano, Bersani e Casini

II tre leader dei partiti di maggioranza Pier Luigi Bersani (Pd), Angelino Alfano (Pdl) e Pierferdinando Casini (Udc), si sono incontrati questa mattina in una tavola rotonda organizzata dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa. E due sono stati i temi più rilevanti politicamente affrontati da ABC: il Monti bis e l'election day. Leggi Petardi elettorali e lista Monti - Leggi Cattolici, incerti ma tentati di Paolo Rodari
9 AGO 20
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I tre leader dei partiti di maggioranza Pier Luigi Bersani (Pd), Angelino Alfano (Pdl) e Pierferdinando Casini (Udc) si sono incontrati questa mattina in una tavola rotonda organizzata dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa. E due sono stati i temi più rilevanti politicamente affrontati da ABC.
Il Monti bis
Sul secondo mandato da affidare all'attuale premier tecnico, Mario Monti, Alfano e Bersani sono d'accordo: un Monti Bis non ci sarà. Per Alfano infatti "le nostre posizioni sono diverse da quelle di Bersani e credo che siamo contenti delle nostre differenze. Quello di Monti è stato un governo nato in condizione di eccezionalità, Pier Luigi sta facendo le sue primarie per fare lui il premier e noi le stiamo facendo con lo stesso scopo. Immaginare a novembre che ad aprile ci sarà la stessa maggioranza è come dire che il voto dei cittadini non vale nulla". Opposto il parere del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini: "Temo che se non si continua sulla strada di questo governo, e sento troppe aree politiche che la pensano in modo diametralmente opposto, si torna indietro e non si risolvono i problemi. E' qui che ci dividiamo. Bersani ha fatto una scelta di grande responsabilità appoggiando Monti ma dovrebbe proseguire".
L'election day
Per il segretario del Pdl, Angelino Alfano, "sarebbe di buon senso'' votare le politiche e le regionali nella stesso giorno, mentre dire no all'election day è ''una follia''. Il segretario del Pdl ha spiegato: ''Sarebbe una follia consegnare il paese a 4-5 mesi di estenuante campagna elettorale''. Poi ha aggiunto: "Se per fare l'election day occorrerà anticipare il voto politico, per me non è un problema''. Contrario il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che rivolgendosi ad Alfano ha affermato: "Se si vuole considerare l'ipotesi di anticipare le elezioni politiche – spiega il segretario del Pd – si proceda alla modifica della legge elettorale e non a far polemica". Per quanto riguarda le elezioni regionali di Molise, Lazio e Lombardia per il 10 e l'11 febbraio, Bersani ha detto: "La data delle elezioni regionali, legge alla mano, è dovuta, obbligata. Quanto all'ipotesi di anticipare le elezioni politiche bisogna rispettare le prerogative del capo dello stato". Pier Ferdinando Casini, segretario dell’Udc, ha detto: "Penso che fare la legge elettorale e andare il più presto possibile a votare sia la soluzione migliore per tutti. Non è impossibile fare ora la riforma elettorale''. "Senza election day – ha avvertito il leader dell'Udc – si rischia la paralisi del governo e del Parlamento''. Gianfranco Fini, leader di Fli e presidente della Camera, ha ribadito di preferire l'election day perché "una campagna elettorale di cinque mesi danneggerebbe il paese".
Il "no comment" di Napolitano
"Non ne parlo ora" è stato il commento del capo dello stato, Giorgio Napolitano, interpellato dai cronisti sull'election day. "Io non invado campi altrui, ma non taglio solo nastri". E sul governo Monti ha detto: "Non esito a esprimermi con spirito critico" ma non perdendo di vista "quello che l'Italia deve al governo di Monti per il recupero incontestabile di credibilità e di ruolo nel mondo. Non si può giocare con il rischio di un fallimento dei conti dello stato", ha concluso Napolitano.