Italia, 1700

9 AGO 20
Immagine di Italia, 1700
Lo stato italiano ha debiti per quasi il 120 per cento del Pil. Rapportato alle entrate statali, grosso modo l’equivalente di quello che per una impresa è il fatturato, arriviamo a quasi il 250 per cento. Per ogni 10 euro che incassa lo Stato ha quindi debiti per 25 e sarebbe fallito secondo qualsiasi criterio di sana e pure meno sana gestione. La soluzione contenuta nella finanziaria per restare – forse - almeno a galla è il solito aumento delle tasse, ciò un prelievo forzoso sugli stessi soggetti (al netto degli investitori esteri) che detengono i titoli del debito pubblico e sono quindi i creditori dello Stato, un’aberrazione consentita esclusivamente dal potere impositivo attribuito allo Stato. Il quale peraltro siede su un patrimonio mobiliare e immobiliare immenso, e si trova quindi in un situazione non dissimile da quella di un latifondista del ‘700 che vive di debiti e di servitù imposte ai suoi contadini, continuando a risiedere nello splendido palazzo di famiglia reso solo un po’ decrepito da anni di incuria e cattiva gestione. Per venirne fuori non c’è che espropriare il latifondo, venderlo a chi può farlo rendere, e col ricavato rimborsare i creditori. E già che ci siamo, liberare i servi delle gleba.