Il pizzino di Scalfari (con dedica a Mauro)

Ha fatto bene Marco Travaglio, sulla prima pagina del Fatto, e sotto la titolazione “Codex Scalfarianus”, a dare la “massima solidarietà ai colleghi di Repubblica”: ne avevano decisamente bisogno. E non aveva ancora visto tutto. Nel mirino dell’accompagnatore vocale di Battiato il lungo editoriale domenicale di Eugenio Scalfari: purtroppo, nella fretta di arrivare almeno quarantott’ore dopo, si è perso il breve straordinario “pizzino” che il Fondatore, con feroce understatement, proprio ieri ha affidato alla rubrica delle lettere del suo giornale, tra finanzieri che rivendicano con orgoglio il loro lavoro e missive sul diritto allo studio.
9 AGO 20
Immagine di Il pizzino di Scalfari (con dedica a Mauro)
Ha fatto bene Marco Travaglio, sulla prima pagina del Fatto, e sotto la titolazione “Codex Scalfarianus”, a dare la “massima solidarietà ai colleghi di Repubblica”: ne avevano decisamente bisogno. E non aveva ancora visto tutto. Nel mirino dell’accompagnatore vocale di Battiato il lungo editoriale domenicale di Eugenio Scalfari: purtroppo, nella fretta di arrivare almeno quarantott’ore dopo, si è perso il breve straordinario “pizzino” che il Fondatore, con feroce understatement, proprio ieri ha affidato alla rubrica delle lettere del suo giornale, tra finanzieri che rivendicano con orgoglio il loro lavoro e missive sul diritto allo studio. Scalfari ce l’ha apparentemente con la coinquilina Micromega (Gruppo Editoriale L’Espresso spa, via Cristoforo Colombo 149), che ha pubblicato, senza preventiva autorizzazione, un “breve brano tratto da un mio scritto”. Avvocatesca la conclusione, sprezzante il tono: “Diffido pertanto la direzione di Micromega di utilizzare miei scritti senza avermene preventivamente chiesto il permesso, permesso che – lo dico fin d’ora – non sarà mai comunque concesso”. Pare piuttosto una chiara lettera indirizzare a nuora perché suocera capisca: nel caso, il Fondatore scrive a Micromega per farsi intendere dal Direttore/Successore Ezio Mauro, che sulle pagine di Repubblica da mesi permette scorribande tra il moralismo e il giustizialismo – impreziosite dalle suggestive evocazioni del professor Zagrebelsky – che forse non poco indispongono il Quirinale e certo moltissimo irritano il Fondatore. Così, paradossalmente, la reale intenzione del “pizzino” scalfariano viene rivelata – con ventiquattr’ore d’anticipo, dopo il ritardo di quarantotto sull’editoriale di domenica – proprio dallo scritto travagliesco: che in Repubblica indica (e a Repubblica dà sportivamente merito: “fu la prima a pubblicare…”) la fonte degli scoop sulle intercettazioni delle conversazioni tra Mancino e il Colle. E del resto, Scalfari stesso, domenica scorsa, mettendo sotto accusa “alcuni giornali e giornalisti e uomini politici”, richiamava espressamente un paio d’interviste dei magistrati palermitani a Repubblica. E concludeva: “Resta in piedi e mi addolora che alcune persone alle quali sono legato da profonda amicizia e stima abbiamo…”. Ed è dubbio che tanta sofferta stima e tanta evocata amicizia scalfariana siano riservate a Micromega o a Travaglio.