Il colonnello bifronte
La divisa iperenfatica di Gheddafi, il distintivo che ricorda il periodo dell’oppressione italiana, l’attacco agli Stati Uniti, la sua richiesta di parlare della donna a un pubblico di italiane eminenti fanno parte di una strategia rivolta agli arabi per oscurare il fatto che egli sta spezzando il fronte petrolifero dell’Opec con un’integrazione degli interessi della Libia con quelli dell’Italia, come ha confermato ieri garantendo un occhio di riguardo per gli interessi e gli investimenti del nostro paese.
9 AGO 20

La fornitura di gas libico all’Italia genera non solo la riduzione del potere contrattuale dell’Opec, ma anche di quello di Mosca che minaccia di interrompere le forniture di gas all’Ue qualora l’Ucraina non riconosca i debiti per il metano russo. Il che, in realtà, vuol dire che l’Europa e gli Stati Uniti devono accettare che l’Ucraina e gli altri stati vicini produttori di petrolio e gas – o essenziali per il transito dei rispettivi condotti – tornino sotto il controllo russo. Berlusconi sa che il ricatto dell’Iran per il petrolio, unito alle difficoltà d’aumento dell’offerta di idrocarburi iracheni e alla strategia paramonopolistica russa, si superano se si spezza questo blocco.
Gheddafi, che ha sempre giocato un ruolo autonomo rispetto alla Lega araba, adesso ha bisogno di dare l’impressione di non essere un traditore dell’Islam e dell’Africa, ma un loro paladino che opera in modo diverso. Il che, a parte la scenografia in cui fioriscono attacchi all’Italia coloniale e agli Stati Uniti, distanti dalla scena, è vero. Gheddafi è nemico degli ebrei e in Libia guida un regime di polizia, forse la nostra diplomazia poteva evitare un soggiorno così lungo e pieno di photo opportunity, ma con gli standard che si usano per criticare l’intesa con l’Italia bisognerebbe che gli Stati Uniti abrogassero l’alleanza finanziaria con la Cina e la Merkel avrebbe dovuto rifiutare l’offerta di Magna per Opel cui partecipa un tycoon russo arricchito con i beni sequestrati a Khodorkovski.