Giustizia è libertà (in Olanda)

Alcuni commenti erano “dolorosi, scioccanti, offensivi”, ma Geert Wilders era libero di farli. Perché la libertà di pensiero e di parola è uno dei capisaldi del mondo occidentale, e va difeso. Così Wilders, uno dei personaggi più divisivi della società occidentale, è stato assolto da una corte di Amsterdam: rischiava un anno di carcere, era accusato di incitare l’odio e la discriminazione nei confronti dei musulmani.
9 AGO 20
Immagine di Giustizia è libertà (in Olanda)
Lui ha commentato: “Non è soltanto una mia vittoria, è la vittoria della libertà di parola. Per fortuna puoi criticare l’islam e non finire imbavagliato nel dibattito pubblico”. Wilders ha sempre usato un linguaggio molto duro contro l’islam, il suo film “Fitna” è diventato il simbolo dello scontro di civiltà, e sono state intentate cause ovunque nel mondo. In un paese come l’Olanda che ha subito l’islamismo radicale, la gola tagliata di un intellettuale che, come Wilders, aveva criticato il fondamentalismo islamico, l’assoluzione in un processo sull’islamofobia ha un significato potente.
L’esistenza del leader del Freedom Party, che è diventato la terza forza del paese e appoggia l’attuale governo (a dimostrazione che il suo pensiero non è esattamente minoritario, neppure nella culla multiculti dell’Europa), non è stata semplice. Per anni, ogni volta che arrivava in Parlamento veniva fatto sedere in una zona in cui non potesse essere visibile. Perché la società multietnica olandese lo respingeva, così come aveva fatto anche con gli altri “estremisti” che avevano osato criticare l’islam: Pim Fortuyn, Theo van Gogh, Ayaan Hirsi Ali. I primi due sono stati uccisi per le loro idee, la terza è andata a vivere negli Stati Uniti perché in Olanda non poteva più nemmeno uscire di casa.
Non tutto quel che dice Wilders è condivisibile, lui stesso ha ammesso di essere volutamente eccessivo, perché soltanto scuotendo le coscienze si può ribadire quella libertà che è l’essenza della cultura occidentale. Wilders non è un islamofobo, è un liberale. La Corte di Amsterdam l’ha capito, e ribadito.