Berlusconi, Tremonti e Letta al Quirinale
Rigorosi per Costituzione
“La crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non ancora prevedibile nella sua dinamica. Io non sono accreditabile per formule ottimistiche, casomai per prudenza". Lo ha detto Giulio Tremonti parlando dinanzi alla commissione parlamentare Affari costituzionali e Bilancio. Oltre “all’intensificarsi della crisi – ha aggiunto Tremonti – c'è stata anche l'indicazione da parte delle istituzioni europee per un anticipo della manovra al 2013”. Leggi Così il Cav. tira le fila del fronte disunito tra lavoratori e produttori - Leggi Secondo Tremonti bisogna partire da qui dal blog Cerazade
8 AGO 20

Berlusconi nel pomeriggio ha incontrato il governatore della Banca d'Italia e futuro presidente Bce, Mario Draghi, a proposito dell'andamento dei mercati. Domani sarà la volta di regioni e province, a cui l’esecutivo dovrà illustrare i tagli predisposti per gli enti locali.
“La crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non ancora prevedibile nella sua dinamica. Io non sono accreditabile per formule ottimistiche, casomai per prudenza". Lo ha detto Giulio Tremonti dinanzi alla commissione congiunta, richiamando le misure predisposte nel luglio scorso. Oltre “all’intensificarsi della crisi – ha aggiunto Tremonti – c'è stata anche l'indicazione da parte delle istituzioni europee per un anticipo della manovra al 2013”. Serve più rigore e, secondo il ministro dell’Economia, non si può più prescindere dall’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione: “Dobbiamo cambiare l’articolo 81. Finisce un’epoca nella quale l'Occidente poteva piazzare titoli ai valori che voleva. Non puoi spendere più di quello che prendi soprattutto se con riluttanza prendono i tuoi titoli”. Un altro intervento ritenuto imprescindibile è "la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali” unita alla modifica dell’articolo 41 sulla libertà d’impresa, “altrimenti – ha detto Tremonti – rimaniamo fermi al Medioevo, con caste e gilde”. L’Udc ha bollato l’iniziativa come “pura demagogia”. Secondo il segretario del Pd, Bersani “è inutile” e “non c’è nessuna ragione per appellarsi all’art.41”. Il governo non ha inoltre ecluso di “accorpare sulle domeniche le festività”.
“La crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non ancora prevedibile nella sua dinamica. Io non sono accreditabile per formule ottimistiche, casomai per prudenza". Lo ha detto Giulio Tremonti dinanzi alla commissione congiunta, richiamando le misure predisposte nel luglio scorso. Oltre “all’intensificarsi della crisi – ha aggiunto Tremonti – c'è stata anche l'indicazione da parte delle istituzioni europee per un anticipo della manovra al 2013”. Serve più rigore e, secondo il ministro dell’Economia, non si può più prescindere dall’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione: “Dobbiamo cambiare l’articolo 81. Finisce un’epoca nella quale l'Occidente poteva piazzare titoli ai valori che voleva. Non puoi spendere più di quello che prendi soprattutto se con riluttanza prendono i tuoi titoli”. Un altro intervento ritenuto imprescindibile è "la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali” unita alla modifica dell’articolo 41 sulla libertà d’impresa, “altrimenti – ha detto Tremonti – rimaniamo fermi al Medioevo, con caste e gilde”. L’Udc ha bollato l’iniziativa come “pura demagogia”. Secondo il segretario del Pd, Bersani “è inutile” e “non c’è nessuna ragione per appellarsi all’art.41”. Il governo non ha inoltre ecluso di “accorpare sulle domeniche le festività”.
L’imperativo rigorista inciderà anche sui costi della politica e evasione fiscale: sempre Tremonti ha annunciato che “si interverrà sulle complessità del sistema politico”. “Stiamo studiando – ha proseguito il ministro – forme più forti di contrasto all'evasione fiscale, soprattutto nei casi di omessa fattura o scontrino”.
Sulla riforma del mercato del lavoro “occorre evitare forme di abuso dei contratti a tempo determinato, che creano effetti di instabilità della persona che possono essere negativi sull'economia. Altrimenti – avverte Tremonti – finisce che sono tutti dei subprime”. Citando poi alcuni suggerimenti della Banca Centrale Europea si è anche parlato di facile diritto a licenziare, e all'ipotesi di taglio degli stipendi dei dipendenti pubblici, anche se “non è sarà escuso un contributo di solidarietà”. Il segretario Angelino Alfano subito dopo ha precisato: “Non tutto quello che viene detto dalla Bce sarà fatto”.
L’intervento del ministro Tremonti davanti alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Senato e Camera è stato definito da Bossi “troppo fumoso”. Secca la replica del titolare dell'Economia: "E' difficile essere più precisi prima di vedere il presidente della Repubblica e a mercati aperti". Per Bersani: “La questione politica è al cuore crisi e non possa essere separata. Non possiamo essere zittiti su questo. A qualche commentatore vorrei dire come mai in Portogallo, Grecia, Spagna hanno cambiato governo?”. Più possibilista Di Pietro: "Noi siamo disponibili ad aiutare il governo senza preconcetti, ma castelli di sabbia non ne vogliamo più vedere”. Ma le misure predisposte dal governo contano detrattori anche all'interno del Pdl: quattro parlamentari (Giorgio Stracquadanio, Guido Crosetto, Lucio Malan e Isabella Bertolini) hanno fatto sapere che il loro voto in Aula non sarà scontato: "Tremonti è stato delundente. Ora aspettiamo il decreto".
L’intervento del ministro Tremonti davanti alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Senato e Camera è stato definito da Bossi “troppo fumoso”. Secca la replica del titolare dell'Economia: "E' difficile essere più precisi prima di vedere il presidente della Repubblica e a mercati aperti". Per Bersani: “La questione politica è al cuore crisi e non possa essere separata. Non possiamo essere zittiti su questo. A qualche commentatore vorrei dire come mai in Portogallo, Grecia, Spagna hanno cambiato governo?”. Più possibilista Di Pietro: "Noi siamo disponibili ad aiutare il governo senza preconcetti, ma castelli di sabbia non ne vogliamo più vedere”. Ma le misure predisposte dal governo contano detrattori anche all'interno del Pdl: quattro parlamentari (Giorgio Stracquadanio, Guido Crosetto, Lucio Malan e Isabella Bertolini) hanno fatto sapere che il loro voto in Aula non sarà scontato: "Tremonti è stato delundente. Ora aspettiamo il decreto".
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