Oltre i 140 caratteri, contano le idee
Per chi ama la politica internazionale Susan Glasser è un mito. Forse non ve lo ricordate, ma l’avrete letta sicuramente, perché per anni ha scritto del mondo per il Washington Post, la battaglia di Tora Bora in Afghanistan, l’invasione dell’Iraq, solo per citare i suoi reportage più importanti. S’è anche occupata di politica, di idee (l’inserto Outlook è stato diretto da lei) ed è considerata dai colleghi una delle menti più originali e influenti del giornalismo americano (è anche piuttosto schiva, forse fintamente schiva: è appena sbarcata su Twitter, scrive nella sua biografia di essere orgogliosamente sposata con Peter Baker, un altro mago del giornalismo che lavora al New York Times, il quale ricambia orgogliosamente sul suo account cinguettante).
8 AGO 20

Per chi ama la politica internazionale Susan Glasser è un mito. Forse non ve lo ricordate, ma l’avrete letta sicuramente, perché per anni ha scritto del mondo per il Washington Post, la battaglia di Tora Bora in Afghanistan, l’invasione dell’Iraq, solo per citare i suoi reportage più importanti. S’è anche occupata di politica, di idee (l’inserto Outlook è stato diretto da lei) ed è considerata dai colleghi una delle menti più originali e influenti del giornalismo americano (è anche piuttosto schiva, forse fintamente schiva: è appena sbarcata su Twitter, scrive nella sua biografia di essere orgogliosamente sposata con Peter Baker, un altro mago del giornalismo che lavora al New York Times, il quale ricambia orgogliosamente sul suo account cinguettante). Nel 2008, quando il Washington Post ha acquistato il mensile Foreign Policy, Glasser è andata a dirigerlo, e ha inventato ForeignPolicy.com, è uno dei siti di politica estera e di sicurezza nazionale più interessanti, divertenti e affidabili del mondo. Rendere godibile la geopolitica è un’arte rara, e Glasser ne ha parecchia: ha messo insieme un team di esperti che ogni giorno sforna notizie e analisi serie e documentate, con una tendenza pop irresistibile – in questi giorni non si può non cliccare su “Può una rivoluzione sessuale tirare giù il regime dell’Iran?”. Tom Ricks, esperto militare che tiene un blog su ForeignPolicy.com, aveva detto nel 2009 che Glasser dirigeva di fatto un quotidiano e che avrebbe dato alla politica estera e alla sicurezza quella “copertura in stile Politico” che di solito è dedicata alla politica interna.
Glasser ci è riuscita talmente bene che Politico l’ha assunta per farle fare quello che il giornale online più cool di Washington tendenzialmente non fa, o non fa con costanza: articoli lunghi, d’approfondimento, opinioni – lo stile da magazine contamina un’informazione rapida, da insider, da scoop immediato come vuole la tradizione di Politico. Complice la crisi dei magazine – Newsweek su tutti – i “longreads” diventano accattivanti per giornali come Politico, a dimostrazione del fatto che l’informazione spiccia e breve non ha buttato fuori dal mercato le letture lunghe e approfondite, anzi ci si mette una come Glasser a gestirle.