Obama il pacifista se lo merita

Vedo al Tg3 Furio Colombo farneticare sul Nobel al pacifista Obama, e mi pare di capire qualcosa dei motivi dell’assegnazione.Certo, non è ancora mutata l’entità dell’impegno bellico ereditato da quel predecessore testone guerrafondaio, come dettaglia il pignolo Christian Rocca; e in definitiva sembra premiato non altro che un rosario di belle prediche. Ma forse è piaciuto ai giudici, così come ha eccitato la nostra quondam madame Verdurin, che quelle parole siano valse a sconcertare i giàtiepidi alleati, adepti di Venere sensibilissimi a ogni segnale di “rompete le righe”; e ringalluzzire i nemici, ben consci che prima condizione per vincere guerra o guerriglia, è l’essere testardamente convinti di poterla vincere, e ripeterlo al mondo tutti i giorni.E cos’è questo, se non una iniziale demolizione dello stupido bellicismo, un primo incoraggiante risultato pacifista? In cauda dubium: se pace vuol dire sicurezza, siamo certi che l’Occidente in ritirata, oggi psicologica e domani chissà, sarà più sicuro di quello difeso dall’offensiva Bush?