Il corpo elettorale messo a nudo secondo Liberation
In un articolo di Quentin Girard uscito oggi su Libèration si racconta di un nuovo caso che ha a che fare con le elezioni. "In occasione delle presidenziali, un gruppo di internaute ha pensato bene di far sfoggio del proprio senso civico. A modo loro", scrive Girard. "Le analisi delle scelte degli elettori continueranno a moltiplicarsi nel corso delle prossime due settimane", ma durante il primo turno svoltosi domenica scorsa alcune ragazze hanno preferito prendere alla lettera il termine "corpo elettorale".
8 AGO 20

In un articolo di Quentin Girard uscito oggi su Libèration si racconta di un nuovo caso che ha a che fare con le elezioni. "In occasione delle presidenziali, un gruppo di internaute ha pensato bene di far sfoggio del proprio senso civico. A modo loro", scrive Girard. "
L'insediamento del Fronte Nazionale nelle zone rurali, il voto dei cittadini, la rabbia dei lavoratori. Le analisi delle scelte degli elettori continueranno a moltiplicarsi nel corso delle prossime due settimane", ma durante il primo turno svoltosi domenica scorsa alcune ragazze hanno preferito prendere alla lettera il termine "corpo elettorale".
Scrive Libè: "Incoraggiate da siti del calibro di Boobstagram e dall'account Twitter del gruppo anonimo 'Humour di destra' alcune utenti – e non facciamo menzione dei movimenti di massa – si sono auto fotografate dentro la cabina elettorale. Facendo scivolare la scheda elettorale nella scollatura o appiccicandola sul reggiseno in pizzo".
Non si vede certo un granché nelle immagini, niente di porno insomma. Ma soprattutto hanno un significato più ludico che erotico: "Un mezzo come un altro per divertirsi con le elezioni e spingere i votanti a non astenersi. Soprattutto quando le fanciulle posano su Instagram con la didascalia 'andate a votare' sul petto. Sfortunatamente, non abbiamo trovato l'equivalente del sesso maschile, ma non esitate a segnalarcelo se lo trovaste sul Web".
Perfino l’attrice Frédérique Bel si è vagamente adoperata per inserire la nudità nella campagna presidenziale francese. Venerdì scorso, l’ex Dorothy Doll del programma “La minute blonde” di Canal Plus ha postato una foto che la mostra seminuda, coperta esclusivamente da un cartellino di propaganda pro Hollande. In un'intervista al sito Atlantic.fr, la Bel ha spiegato come fosse "un atto artistico e politico. Ho voluto motivare le truppe. Il comitato elettorale è piuttosto triste, manca un po' di glamour”.
Perfino l’attrice Frédérique Bel si è vagamente adoperata per inserire la nudità nella campagna presidenziale francese. Venerdì scorso, l’ex Dorothy Doll del programma “La minute blonde” di Canal Plus ha postato una foto che la mostra seminuda, coperta esclusivamente da un cartellino di propaganda pro Hollande. In un'intervista al sito Atlantic.fr, la Bel ha spiegato come fosse "un atto artistico e politico. Ho voluto motivare le truppe. Il comitato elettorale è piuttosto triste, manca un po' di glamour”.
Dopo aver diffuso la foto su Facebook, la Bel ha colto l'occasione per pubblicare il suo primo Tweet. Ma il suo account è stato subito bloccato. Un fatto, questo, che sottolinea i problemi strutturali che i social network hanno nei confronti del sesso. Eppure, Frédérique Bel ha detto che l'immagine "ha fatto ridere la gente, si tratta di un’immagine soft, non volgare”. E siccome, si sa, la pubblicità e le opere di carità aiutano i profitti, l’attrice ha annunciato che venderà in esclusiva la foto che intende scattare nel corso del secondo turno. I profitti saranno devoluti a favore dell’ associazione Amfe (per i bambini che soffrono di problemi al fegato).
Ma Hollande non è l'unico ad aver avuto dei sostenitori sexy: "Si tu veux voir nos nichons, vote Mélenchon" che in francese fa rima e significa: "Se volete vedere le nostre tette, votate Mèlenchon", è uno slogan di alcuni sostenitori del senatore Jean-Luc: "Gli autori sono anonimi e questo ovviamente non è un annuncio ufficiale, e neanche una promessa", scrive il quotidiano francese, "piuttosto la copia di un vecchio slogan della Peta (la stessa immagine appariva con lo slogan, in inglese, 'Preferiamo essere nude che indossare pellicce')".
La protesta attraverso i corpi nudi non è proprio una grande novità: "Alcuni attivisti sono pronti a mettersi in serio pericolo, come Alia Ehmahdy e i suoi seguaci in Egitto, o i sostenitori cinesi di Ai Weiwei che si sono esposti nudi su tela. Ma non cadiamo certo nella visione mercantile delle starlette sudamericane che ottengono spesso lucrosi contratti di sponsorizzazione dopo aver promesso di posare nude per il pubblico qualora a vincere sia la loro squadra o il politico del cuore".
Come scrive Liberation, nel caso francese "a dominare è il gioco per il gioco. E in tal senso, qualcosa nuovo c’è".