Il bene del Paese
8 AGO 20

Grazie all'inestimabile aiuto del presidente della Repubblica, Bersani si avvia verso una grande vittoria e, in questo momento, sembra avere tutti gli assi in mano (a meno di un bluff, lo si vede da come si comporta con il Pdl). Grazie al sempre aborrito "porcellum" è in grado di scegliere, da solo, il nuovo presidente "super partes" (che, tra l'altro, può nominare 5 "preziosi" senatori a vita...) ma, soprattutto, pur non essendo riuscito a formare il governo, grazie alla furbata dei "saggi" ha avuto tutto il tempo possibile per condurre la campagna acquisti dei voti dei grillini, necessari per poter mettere su una maggioranza al secondo tentativo (grazie a un'altra "funambolata" presidenziale, l'incarico dato a Bersani "non ha avuto un esito risolutivo" ... ma non si è concluso). Quindi i giochi sono fatti? Non è detto, non dimentichiamoci che siamo in Italia, dove tutti combattono contro tutti e, quando si sente odore di vittoria sull'odiato nemico, si incomincia a lottare tra noi per avere il pezzo migliore. Non mi stupirei se, sulla via della vittoria, Bersani "scivolasse" su personaggi come D'Alema, Franceschini, o Finocchiaro, ma anche, perché no, Bindi o Veltroni... (Renzi no, lui è già stato "democraticamente" epurato). Che cosa c'entra tutto questo con il bene del Paese? Ovviamente niente: questa è una pura guerra di potere, c'è ancora qualcuno che si fa illusioni?