Francesco predica alle suore

E’ bastato un mese, a Papa Francesco, per afferrare con il suo piglio pragmatico una delle spine che hanno tormentato il papato di  Benedetto XVI. Senza pungersi, ma chissà se anche con la capacità di estrarla. La spina è la rivolta della Leadership conference of women religious (Lcwr), l’organizzazione che riunisce la maggioranza delle suore americane, contro il Vaticano. Con un comunicato della congregazione per la Dottrina della fede divulgato al termine del primo incontro tra la presidenza della Lcwr e l’ex Sant’Uffizio, infatti, è stata riaffermata in sostanza la linea vaticana: anche la Lcwr (come tutte le conferenze di superiori religiose) deve collaborare con la Conferenza episcopale locale e i vescovi.
8 AGO 20
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E’ bastato un mese, a Papa Francesco, per afferrare con il suo piglio pragmatico una delle spine che hanno tormentato il papato di Benedetto XVI. Senza pungersi, ma chissà se anche con la capacità di estrarla. La spina è la rivolta della Leadership conference of women religious (Lcwr), l’organizzazione che riunisce la maggioranza delle suore americane, contro il Vaticano. Con un comunicato della congregazione per la Dottrina della fede divulgato al termine del primo incontro tra la presidenza della Lcwr e l’ex Sant’Uffizio, infatti, è stata riaffermata in sostanza la linea vaticana: anche la Lcwr (come tutte le conferenze di superiori religiose) deve collaborare con la Conferenza episcopale locale e i vescovi. E queste conferenze “rimangono sotto la direzione della Santa Sede”. Allo stesso tempo il prefetto della congregazione, Gerhard Ludwig Müller, ha riconosciuto “il grande contributo delle donne religiose alla chiesa negli Stati Uniti”, regalando un’apertura di credito mancata in passato.
Negli ultimi sei anni, la Lcwr aveva assunto posizioni sempre più in contrasto con Roma: la necessità di “andare oltre la chiesa” e “oltre Gesù”, il rifiuto della messa celebrata da un sacerdote maschio come elemento cardine della vita religiosa femminile, aperture su aborto ed eutanasia. Infine, l’appoggio esplicito alla detestata (dai vescovi) riforma sanitaria di Barack Obama. Troppo per il Vaticano, che aveva richiamato all’ordine le suore, minacciando di commissariarle. La risposta non si era fatta attendere, la Lcwr si diceva pronta allo scisma, a uscire dalla comunione con Roma.
Un caso sempre più delicato, al punto che uno dei negoziatori, l’ex segretario degli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, il vescovo Joseph Tobin, era stato trasferito a Indianapolis perché considerato troppo morbido con le “ribelli”. Un posto che Benedetto XVI aveva lasciato vacante per mesi e che Francesco ha invece subito riempito. Non con un conservatore americano, come auspicato in qualche settore della curia, bensì con un francescano spagnolo, suo amico di vecchia data. Segnali di governo, e solo il futuro dirà se di buon governo.