Evoluzione vitale

8 AGO 20
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All'inizio Saviano raggiunse un giusto successo, forse aiutato da un'abile politica di vendita. Ma lo raggiunse normalmente, anche se la pietanza era riscaldata. Si è mantenuto sulla cresta dell'onda, un pò bacchettando il suo mondo, un pò rabbonendolo col tirare fuori la storiella delle colpe del Nord per riversare i suoi veleni al Sud. Ma il Nord ha pagato per lo smaltimento chi aveva formalmente le carte in regola per farlo: ha pagato profumatamente, ma al Sud c'erano i soliti furbi che hanno pensato di arricchirsi aggirando le regole: a cosa servono le regole? Sono per gli ingenui (o per gli stupidi?). Che quella gente abbia operato contro legge è solo colpa sua e lo Stato avrebbe dovuto punirla. Ma in questo modo Saviano riusciva solo a galleggiare e bisognava trovare un modo per fare un balzo significativo. E così si è prestato, con un altro chierico, a celebrare una messa solenne (G. Ferrara, A. Grasso, P. Battista, per restare ai laici). Ma la corda è stata tirata troppo, non volendo apparire sacerdoti di una qualche ideologia: solo fatti. Già, ma fatti non sono solo due casi eccezionali: altri migliaia dimostrano una vita diversa. Non serve richiamare "Avvenire", quel vituperato giornale dei vescovi (quando si è buoni; dei preti, quando si è duri), ma basta leggere A. Grasso sul "Corriere" del 24 o G. Ferrara su "Il Foglio" del 29. Nello stesso giorno Marco Imarisio ha firmato sul "Corriere" un articolo dal titolo: "Saviano: ora mi fermo un pò - Lo scrittore: dopo "vieni via con me" è tempo di ricostruirmi una vita". Dev'essersi accorto di aver raschiato il fondo del barile per raggiungere l'apice della visibilità, ha capito che il salto dalle stelle alle stalle è pericoloso e ha deciso di fermarsi e cambiare la strada per un'altra che riporti alla gente. Magari appoggiandosi a fatti veri ordinari, ma numerosi, cercando di mantenersi fuori da ideologie accattivanti, ma non sempre capaci di reggere il confronto con gli Uomini liberi.