Una ragazza da linciare /3
Scomodano Moro per giustificare il trattamento Ruby. E' solo odio
Andare a scomodare addirittura Aldo Moro per giustificare la cacciata di Karima, alias Ruby, da Maglie a suon di fischi, insulti e cartelli, è cosa da far cadere le braccia. Il suolo improvvisamente reso sacro dalla nascita dello statista evidentemente ospita discoteche in cui non vanno mai personaggi del mondo dello spettacolo, spesso discussi e discutibili, gente del “Grande Fratello” o delle Isole dei più e meno famosi. di Assuntina Morresi Ogni ora verrà pubblicato un intervento sul "linciaggio morale di Ruby, capro espiatorio dell'Italia neopuritana".
7 AGO 20

Ogni ora verrà pubblicato un intervento sul "linciaggio morale di Ruby, capro espiatorio dell'Italia neopuritana".
Guarda la puntata di Qui Radio Londra su Ruby - Leggi Il linciaggio morale di Ruby, capro espiatorio dell’Italia neopuritana di Giuliano Ferrara
Andare a scomodare addirittura Aldo Moro per giustificare la cacciata di Karima, alias Ruby, da Maglie a suon di fischi, insulti e cartelli, è cosa da far cadere le braccia.
Il suolo improvvisamente reso sacro dalla nascita dello statista evidentemente ospita discoteche in cui non vanno mai personaggi del mondo dello spettacolo, spesso discussi e discutibili, gente del “Grande Fratello” o delle Isole dei più e meno famosi. Là non si balla, non si beve. Piuttosto si tengono master in scienze politiche, dotte discussioni, importanti dibattiti, accompagnati da antipasti raffinati e drink rigorosamente analcolici. Forse per questo hanno contestato Karima.
Il suolo improvvisamente reso sacro dalla nascita dello statista evidentemente ospita discoteche in cui non vanno mai personaggi del mondo dello spettacolo, spesso discussi e discutibili, gente del “Grande Fratello” o delle Isole dei più e meno famosi. Là non si balla, non si beve. Piuttosto si tengono master in scienze politiche, dotte discussioni, importanti dibattiti, accompagnati da antipasti raffinati e drink rigorosamente analcolici. Forse per questo hanno contestato Karima.
Qualche anno fa è uscito un libro: “Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi”. Parlava di gente anche molto minorenne, era qualcosa fra il terrificante e l’avvilente, ma nessuno si indignò più di tanto. Non si riempirono le piazze e non si andò a vedere veramente cosa succedeva in tante discoteche. Ma nessuno si sarebbe sognato di cercare quella cubista dodicenne e i suoi compagni, anche con qualche anno in più, per insultarli.
Giovani vittime inconsapevoli? Non proprio, non solo. E a nessuno è venuto in mente neppure di andare a cercare per protestare o, peggio ancora, per aggredirli a male parole, i proprietari e i gestori di quei locali (saranno pure di qualcuno, no?), che minorenni sicuramente non sono. Eppure quelle pagine erano tanti pugni nello stomaco – altro che le intercettazioni di questi mesi – e leggerle faceva quasi male fisicamente. Ma nessuno si è mobilitato pubblicamente più tanto. Il “trattamento Ruby” però non è da tutti. E allora perché tanto odio per Karima? Perché quello per Silvio Berlusconi è tanto, è troppo, è tracimato e ha investito anche lei. Insomma: ben le sta, se l’è cercata. E intanto la piazza indignata del 13 febbraio, tace.
di Assuntina Morresi