Non siamo la Grecia ma la Grecia esiste anche qui. Citofonare Marino
7 AGO 20

Al direttore - Sarà pure un bad guy, un motard impegnato in un remake in chiave nipponica di Marlon Brando, un pitagorico prestato a Pericle. Però. Però uno che pretende le regole non può violarle. Come ha fatto lui, Yanis Varoufakis, uscendo due volte di scena in sella alla sua moto con prima la moglie e poi il suo successore al ministero senza casco. Ci sarà pure un codice etico di cui vantarsi ma anche quello della strada ha le sue regole. Sennò che esempio si dà?
Gino Roca
Gino Roca
A quanto pare, in Grecia, il casco è obbligatorio solo per chi guida. Quando uno dice cosa significa essere al passo con le regole dell’Europa.
Al direttore - All’amico Camillo Langone. A proposito di biciclette “capolavoro” anche l’Abici di Viadana (Mn) non scherza. Con l’ammirazione di sempre.
Fausto Ascari
Fausto Ascari
Al direttore - Ho letto il suo editoriale del sette luglio sul Foglio e condivido completamente il suo sunto ma nello stesso tempo mi sento di esplicitare una forte preoccupazione per questa politica Merkel/Hollande sul fatto di fare dichiarazioni di ammonimento verso la Grecia accompagnate da continue disponibilità a trattare nonostante tutto. Capisco che ci siano tanti soldi di mezzo ma questo senso di “tanto comunque ti vogliamo salvare” rischia di diventare un precedente pericolosissimo per il resto dell’Europa e dimostra che se non si decide di rispettare le regole è meglio per tutti lasciare perdere il progetto Europa tanto non serve a nulla perché ognuno può fare quello che vuole.
Roberto Carletti
Roberto Carletti
Al direttore - Socrate fu condannato a morte a maggioranza, 280 sì contro 221 no (G. Szpiro, “La matematica della democrazia”, Bollati Boringhieri).
Giuseppe Francone
Giuseppe Francone
Al direttore - Le parole cristalline di Papa Benedetto sulla natura e sull’essenza della grande musica occidentale, scaturita dall’incontro con, e capace di portare a Dio, colpiscono. In un’èra di relativismo e indifferentismo antropologico, quella disamina sta lì come fonte di verità, a indicare in quel vecchio l’ultimo campione dell’occidente cristiano.
Antonio Maranca
Antonio Maranca
Al direttore - Il compagno Obama, se ama tanto Tsipras, ripaghi i creditori, cioè noi tutti. Invece, con l’arroganza del padroncino rosso, crede di poter comandare a bacchetta i leader europei, i quali, se gli danno retta, dovranno spiegare ai cittadini europei perché debbono prostrarsi davanti all’imperialista e dissanguarsi a favore di un governo ellenico, mendicante e truffatore.
Giancarlo Lehner
Giancarlo Lehner
Al direttore - Sospendere il trattato di Schengen. Adesso sull’onda del (in)successo del referendum greco, le opposizioni in Italia, soprattutto in Italia, propongono l’uscita dall’euro. Da rimanere senza parole dinanzi a tanta demagogia. Siamo in una Comunità in cui merci, capitali e persone possono circolare liberamente. Mi ricordo ancora quando non era così e delle difficoltà. Ne sono certo, teniamoci stretta questa Europa, magari migliorandola. Tocca a noi che viviamo sulla nostra pelle quanto bella sia l’Europa, non farcela sfilare da demagoghi che parlano da comode “poltrone”. Dobbiamo essere, noi, molto ma molto più lungimiranti dei politici.
Nicola Priolo
Nicola Priolo
Al direttore - Il fatto è che l’assistenzialismo è precisamente ciò che vogliono in Grecia come nel sud dell’Italia, e chi se ne frega delle conseguenze. Meglio essere un suddito che non fa un cazzo piuttosto che un cittadino che fatica, e se proprio hai voglia di diventarlo puoi sempre emigrare al nord per pagare tasse disumane.
Guido Valota
Guido Valota
Al contrario di quello che scrivono e pensano molti campioni del malaugurio, il problema dell’Italia non è quello di essere il prossimo paese a ritrovarsi nelle condizioni della Grecia ma è quello di avere molte sacche di inefficienza che i nostri governanti si rifiutano di rendere più efficienti solo ed esclusivamente per non perdere consenso. Dal punto di vista strutturale e finanziario l’Italia non è come la Grecia, ovvio, ma in compenso in Italia esistono molte realtà simili alla Grecia. E in queste realtà, spesso, l’unica soluzione per ripartire da capo e ricominciare da zero non coincide con la parola assistenzialismo ma coincide con la parola fallimento. Vero Ignazio?
Al direttore - Stalin chiedeva ironicamente: “Ma quante divisioni ha il Papa?”, conscio delle centinaia e centinaia di divisioni che costituivano l’Armata rossa. Parafrasando, sempre ironicamente, “ma quante divisioni hanno Renzi e Berlusconi?”. Il lemma si presta, viene a fagiolo: divisioni?, interne, molte più di quelle che metteva in campo l’Armata rossa.
Moreno Lupi
Moreno Lupi