Napolitano: "La coperta dell'economia italiana resta corta"
"L'insieme dei compiti cui l'Italia con le sue Forze armate non può sottrarsi richiede risorse che scarseggiano in questo momento; la coperta resterà corta anche se riusciremo con grande sforzo collettivo di responsabilità e di coesione a riaprirci presto un sentiero di crescita per l'economia italiana nel quadro europeo e di alleggerimento del debito pubblico e del deficit di bilancio". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo questa mattina al Quirinale nel corso della cerimonia di consegna delle decorazioni dell'Ordine militare d'Italia.
7 AGO 20

"L'insieme dei compiti cui l'Italia con le sue Forze armate non può sottrarsi richiede risorse che scarseggiano in questo momento; la coperta resterà corta anche se riusciremo con grande sforzo collettivo di responsabilità e di coesione a riaprirci presto un sentiero di crescita per l'economia italiana nel quadro europeo e di alleggerimento del debito pubblico e del deficit di bilancio". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo questa mattina al Quirinale nel corso della cerimonia di consegna delle decorazioni dell'Ordine militare d'Italia. Il presidente della Repubblica ha inoltre sottolineato "l'esempio meraviglioso" dato dalle Forze Armate nell'affrontare la recente emergenza immigrati. "Un plauso particolare meritano quanti sono impegnati in quella autentica prima linea che è l'isola di Lampedusa", ha spiegato prendendo la parola nella cerimonia di consegna delle decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia. "Un affettuoso incoraggiamento e un saluto particolare vanno ai militari della missione Mare Nostrum", ha concluso.
MARO' - Inviamo "ai nostri marò – la cui odissea ancora continua lontano dall'Italia – il più affettuoso saluto e l'assicurazione che non cessiamo di operare tenacemente per riportarli a casa", ha detto il presidente della Repubblica parlando stamane al Quirinale.
LA RIFORMA MILITARE E L'IMPEGNO DELLE FORZE ARMATE - "Si impone la più netta determinazione e continuità nel perseguire la riforma gia avviata dello strumento militare in tutte le sue componenti: contenimento dei costi, riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture,utilizzazione ottimale delle risorse disponibili", ha detto il presidente. Che ha poi ricordato: "Ci si guardi dal discutere con leggerezza di una riduzione in generale dell'impegno dell'Italia, sul piano militare, al servizio della comunità internazionale. Viviamo in un mondo in cui fenomeni di terrorismo, di guerra civile, di destabilizzazione rendono indispensabile la presenza e l'efficienza di un adeguato strumento militare italiano accanto a quelli dei nostri alleati europei ed atlantici".
LE CIFRE DI ISTAT E TESORO - Intanto dopo che l'istituto di statistica ha tagliato le stime del Pil del governo, il ministro dell'Economia Saccomanni ha puntualizzato: "non tengono conto delle riforme". Secondo il rapporto sulle prospettive dell'economia italiana dell'Istat, l'economia italiana subirà quest'anno una contrazione dell'1,8% e crescerà dello 0,7% l'anno prossimo, una percentuale inferiore a quella diffusa dal ministro Saccomanni, che nell'audizione al senato del 29 ottobre scorso aveva parlato di una crescita dell'1,1%. La differenza di stime sulla crescita del Pil – ha spiegato il ministro da Londra – è "essenzialmente dovuta al processo di riforme strutturali che abbiamo intrapreso e alle misure per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione che sta procedendo molto bene": "non so – ha aggiunto – in che misura l'Istat tenga conto anche di questi fattori". Quello delle stime sulla crescita, ha spiegato Saccomanni "è un tema sul quale evidentemente abbiamo opinioni leggermente diverse". Il ministro ritiene, in particolare, "che la differenza, che è una differenza modesta, sia essenzialmente dovuta all'attivita' del processo di riforme strutturali che abbiamo intrapreso". Secondo il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, "quelle dell'Istat sono previsioni che confermano per il 2013 un trend molto negativo, e indicano per il 2014 una crescita dello 0,7%, anche se, nello stesso comunicato stampa, si indica chiaramente che, nel caso in cui la fiducia crescesse, si arriverebbe intorno all'1 per cento, se la ripresa economica dovesse continuare". L'analisi dell'Istat appare quindi a Giovannini "come uno stimolo per fare la legge di stabilità".