Gheddafi annuncia una tregua, i ribelli: "Un bluff"
L'Italia parteciperà ai raid in Libia
Il ministro degli Esteri libico, Mussa Kussa, ha reso noto che la Libia ha deciso, in conseguenza della risoluzione delle Nazioni Unite, un cessate il fuoco immediato e di mettere fine a tutte le operazioni militari per proteggere i civili in linea con la risoluzione dell'Onu sulla no fly zone. Leggi Ora che Obama reagisce si capisce com’è inattivo il mondo senza America - Leggi Perché la rivoluzione in Bahrein preoccupa sia l'America che l'Iran - Leggi La liberazione della Libia
7 AGO 20

Il ministro degli Esteri libico, Mussa Kussa, ha reso noto che la Libia ha deciso, in conseguenza della risoluzione delle Nazioni Unite, un cessate il fuoco immediato e di mettere fine a tutte le operazioni militari per proteggere i civili in linea con la risoluzione dell'Onu sulla no fly zone. "Abbiamo deciso mettere fine a tutte le operazioni militari", ha dichiarato il ministro del rais. Il comandante degli insorti libici, Khalifa Heftir: "E' un bluff".
La linea dell'Italia, emersa dopo il consiglio dei ministri straordinario, sarebbe quella di mettere a disposizione della coalizione internazionale non solo le basi militari, ma anche mezzi e uomini. "La partecipazione attiva dell'Italia alla risoluzione dell'Onu – ha detto il ministro Frattini – ha anche l'obiettivo di marcare l'assoluta lealtà dell'Italia alla prospettiva atlantica e dell'Unione Europea''. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Sono sette le basi aeree che possiamo mettere a disposizione. L'Italia potrebbe intervenire in ogni modo per neutralizzare radar e ipotetici avversari in Libia".
"La minaccia del colonnello libico Muammar Gheddafi di mettere fine alla sua lotta contro il terrorismo e di passare dalla parte di al Qaeda nel caso in cui la comunità internazionale decida di attaccarlo non è altro che un gioco stupido''. E' questo il commento che circola sui forum jihadisti e tra i fondamentalisti islamici, in merito alla possibilità che Gheddafi si allei con al Qaeda, trasformandosi in una minaccia per l'Occidente.
Gli ambasciatori dei 28 paesi della Nato si sono riuniti a Bruxelles per esaminare la risoluzione sulla Libia. Gli ambasciatori hanno detto di essere pronti a sostenere le richieste dell'Onu.
Ieri il consiglio di sicurezza delle Nazioni unite aveva imposto alla Libia una no fly zone, autorizzando il ricorso alla forza contro le truppe di Muammar Gheddafi per proteggere i civili. La risoluzione è stata approvata con dieci voti favorevoli e cinque astenuti (Russia, India, Cina, Germania e Brasile).
Intanto è terminato a Palazzo Chigi il vertice sulla crisi in Libia. La riunione, presieduta dal premier, Silvio Berlusconi, è durata circa un'ora e mezzo. E' previsto un Cdm straordinario sugli ultimi sviluppi della vicenda.
Il Canada ha fatto sapere che invierà presto sei aerei da guerra nel Mediterraneo.
La Germania invece non parteciperà a un intervento militare in Libia. "Non spedirò nessun soldato tedesco in Libia", lo dichiara il ministro degli Esteri di Berlino, Guido Westerwelle, dicendosi convinto che: "L'alternativa a un intervento militare non sia l'inerzia, bensì pressioni politiche e sanzioni finanziarie ed economiche mirate".
"La Libia non ha paura delle conseguenze della risoluzione approvata ieri sera dall'Onu – ha affermato Seifulislam Gheddafi, figlio del colonnello libico Muammar, nel corso di un'intervista all'emittente americana Abc – Non abbiamo nulla da temere. Non aiuterete le persone se attaccherete la Libia per uccidere i libici. Voi distruggete il nostro paese. Nessuno è felice di questo". Il figlio del rais ha poi annunciato l'intenzione di inviare forze ''anti terrorismo'' a Bengasi per disarmare i ribelli che detengono il controllo della città, dove ha sede il Consiglio nazionale libico.
Le forze fedeli a Muammar Gheddafi in mattinata hanno bombardato la città di Misurata. Lo annunciano i ribelli libici, secondo quanto riferisce la tv satellitare al-Arabiya.
Bunuara ha commentato la risoluzione dell'Onu: "E' un fatto molto positivo, anche se giunge con 2-3 giorni di ritardo", commenta. "Tuttavia – prosegue il dissidente – non capisco le astensioni di alcuni paesi come la Cina e la Germania, anche se comprendo che Gheddafi ha offerto loro il petrolio, mentre sono molto contento per le parole del segretario di Stato Usa, Hilllary Clinton". "Avevamo chiesto l'intervento degli Usa gia' la scorsa settimana", sottolinea il dissidente, secondo cui il movimento d'opposizione libico nei giorni scorsi ha inviato 450 mila sms all'Onu "per fermare questo massacro". "Si tratta di bloccare il regime più sanguinario della storia", conclude.
Bengasi è scoppiata in festa alla notizia. Lo ha rccontato il dissidente libico, Salem Bunuara, in Italia da molti anni, riferendo le notizie che gli sono giunte dalla roccaforte degli insorti nell'est della Libia. "Ci sono state feste in strada, la gente stanotte non ha dormito. E' un fatto molto positivo perché il rapporto di forze sul campo di battaglia era impari. Già i nostri armamenti sono ridotti, mentre Gheddafi conta su aerei e navi, ma ora sono fiducioso sull'esito del conflitto".
Più cauta la reazione del portavoce dei ribelli di Misurata, Saadun al Misurati, che spiega, in un collegamento con la tv araba al Jazeera: "Siamo soddisfatti per la risoluzione dell'Onu ma temiamo che, per difendersi, le brigate di Muammar Gheddafi useranno i civili come scudi umani durante i raid dei caccia della comunità internazionale. Certamente – ha continuato – anche da noi, come a Bengasi, ci sono stati festeggiamenti, ma il timore è che il regime usi i civili per difendersi". Intanto nella città della Tripolitania la situazione diventa sempre più difficile. "A partire da questa mattina siamo sotto bombardamento. Le brigate del regime ci stanno attaccando con venticinque carri armati e con i colpi di artiglieria. Avanzano dall'entrata occidentale e meridionale della città".