La Merkel appoggia la Bce e loda il "coraggio italiano"

Da Merkel pieno appoggio alla Bce ed elogi al “coraggio italiano”. La cancelliera tedesca ha ribadito il suo sostegno all’operato di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Angela Merkel ha aggiunto che “l’euro uscirà dalla crisi più forte di prima” e che “l’Europa deve riconquistare la propria libertà” uscendo dal giogo del debito pubblico. Parlando dell’Italia, la cancelliera ha detto: “Ha fatto le sue riforme in modo molto coraggioso, è andata molto avanti”, e dovrà decidere in autonomia se fare ricorso allo scudo anti spread e nuovo Fondo salva stati (Esm).
7 AGO 20
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Da Merkel pieno appoggio alla Bce ed elogi al “coraggio italiano”. La cancelliera tedesca ha ribadito il suo sostegno all’operato di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Angela Merkel ha aggiunto che “l’euro uscirà dalla crisi più forte di prima” e che “l’Europa deve riconquistare la propria libertà” uscendo dal giogo del debito pubblico. Parlando dell’Italia, la cancelliera ha detto: “Ha fatto le sue riforme in modo molto coraggioso, è andata molto avanti”, e dovrà decidere in autonomia se fare ricorso allo scudo anti spread e nuovo Fondo salva stati (Esm). Sul versante politico non ha criticato una eventuale ricandidatura di Silvio Berlusconi (“sono democratica”, ha detto) e non ha escluso, sul fronte interno, una grande coalizione nel 2013. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è arrivato a 342 punti base in chiusura di seduta, 11 punti in più rispetto a venerdì scorso.

Cina tra il “fuoco” americano e la serrata giapponese. Il presidente americano, Barack Obama, ha accusato Pechino di concedere alla propria industria automobilistica sussidi alle esportazioni considerati “ingiusti” e “illegali” che per questo “non saranno tollerati”. La dichiarazione arriva a seguito di un ricorso presentato ieri da Washington all’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto), secondo il quale gli aiuti di stato cinesi ammonterebbero ad almeno un miliardo di euro. Le società nipponiche hanno invece chiuso temporaneamente gli impianti collocati in Cina. Tra i gruppi interessati ci sono Honda, Mazda, Nissan, Panasonic e Canon, che temono ritorsioni legate alle proteste scoppiate dopo l’annunciata nazionalizzazione da parte di Tokyo delle contese isole Senkaku nel mar Cinese orientale.

Il possibile stop Antitrust per l’acquisizione Mediaset-La7 movimenta i titoli. I “dati sensibili” di Telecom Italia Media, proprietaria delle reti La7 e Mtv, sarebbero stati negati dall’advisor Mediobanca ai legali della famiglia Berlusconi perché l’operazione potrebbe essere frenata dall’Antitrust, come scritto ieri dal quotidiano Repubblica. Tali dati sono indispensabili per formulare un’offerta. Depresso di conseguenza il titolo del Biscione (meno 2,2 per cento), galvanizzato invece quello TI Media (più 13 per cento). Il 24 settembre scadrà il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti d’acquisto.

La Banca dei regolamenti internazionali bacchetta le banche “salvate”. Uno studio della Bri, che ha come azionisti le Banche centrali di tutto il mondo, certifica che le 40 banche salvate da aiuti pubblici (su 87 analizzate) hanno rischiato di più rispetto a quelle rimaste a galla da sole.

Se l’Italia perde pezzi al Fmi. La scorsa settimana Corriere della Sera e Italia Oggi hanno dato per primi la notizia dell’avvicendamento in corso del direttore esecutivo per l’Italia al Fondo monetario internazionale: ad Arrigo Sadun, in carica da sette anni, vicino all’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, succederà infatti Andrea Montanino, direttore generale al dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia. Da novembre i dossier sul tavolo di Montanino non saranno pochi, in una fase nella quale il Fmi diretto da Christine Lagarde ha assunto un ruolo da protagonista nella gestione della crisi, soprattutto in Europa. Montanino inoltre dovrà assicurarsi che Roma mantenga la facoltà di candidare il proprio direttore esecutivo del Fondo che, secondo le regole del Fmi, non rappresenta soltanto il nostro paese ma una “constituency” formata da Albania, Grecia, Malta, Portogallo, San Marino e Timor est. Secondo indiscrezioni raccolte del Foglio, però, Timor est starebbe seriamente pensando di esprimere con il suo voto segreto la volontà di lasciare la nostra constituency per associarsi a quella guidata dal Brasile. “Per ora non risultano cambiamenti”, dicono fonti ufficiali del Fmi. Altre uscite dalla constituency potrebbero essere fatali per il ruolo dell’Italia, soprattutto in una fase di ribilanciamento dei poteri all’interno del Fmi a favore dei paesi emergenti.
/media/uploads/2011/Schermata%202012-09-17%20a%2017_59_04.tifNel grafico: LO SPREAD SUL LAVORO. In un documento che l’Ocse presenterà al governo nel fine settimana, sarà contenuto tra le altre cose questo grafico sull’andamento comparato della produttività (linea rossa) e dei salari reali (linea blu). La differenza tra Germania e Italia sta proprio nella bassissima produttività italiana (a fronte di salari che invece crescono eccome), mentre la produttività tedesca si sta riallineando su un terreno convergente rispetto alle retribuzioni.