I sistemi elettorali per politici interessati

7 AGO 20
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Dopo la raccolta di un milione e duecentomila firme i politici italici, sempre più lontani dal modo di pensare dell'opinione pubblica, di destra o di sinistra che sia, scoprono "l'acqua calda", ovvero i loro interessi contingenti. Una cosa è certa: non c'è bisogno che lo dichiarino ministri in carica e non, questo sistema elettorale non va bene. Una volta a discettare sui sistemi elettorali erano i politologi e costituzionalisti, adesso c'è tanta, tanta confuzione. Capisco che ogni partito sia tentato di portare acqua al proprio mulino, ma una cosa deve essere fatta: la scelta degli eletti deve essere affidata al popolo e non certo ai partiti che non fanno mai congressi e calpestano tutte le regole di veri partiti democratici. Fa specie ad ogni modo la dichiarazione del ministro Calderoli, non di certo esperto di sistemi elettorali, che riscopre ipotesi di "assemblea costituente", ignorando che l'attuale assemblea dei parlamentari non è certo quella che può decidere, essendoci division insanabili. A questa punto pertanto, piaccia o non piaccia, l'unica via è il referendum.