Giustizia, meglio spiegarla ai cittadini
La ricerca del confronto sul merito della riforma costituzionale della giustizia è un atto di saggezza da parte della maggioranza. E’ bene però sapere che cosa ci si può attendere da questa discussione, sempre che si riesca ad avviarla superando pregiudiziali arroganti. La riforma può essere perfezionata, e questo è un obiettivo che, almeno con alcuni settori dell’opposizione, può essere perseguito. E’ invece illusorio pensare che attraverso questa prassi si possa arrivare a un testo che ottenga il consenso dei due terzi in ambedue le Assemblee parlamentari.
7 AGO 20

La ricerca del confronto sul merito della riforma costituzionale della giustizia è un atto di saggezza da parte della maggioranza. E’ bene però sapere che cosa ci si può attendere da questa discussione, sempre che si riesca ad avviarla superando pregiudiziali arroganti. La riforma può essere perfezionata, e questo è un obiettivo che, almeno con alcuni settori dell’opposizione, può essere perseguito. E’ invece illusorio pensare che attraverso questa prassi, per quante concessioni si sia disposti a fare, si possa arrivare a un testo che ottenga il consenso dei due terzi in ambedue le Assemblee parlamentari, unica condizione per evitare l’esame di un referendum confermativo, che non esige alcun quorum perché il suo esito sia valido.
Sarà dunque l’elettorato, alla fine, a giudicare della riforma, se essa sarà approvata in Parlamento secondo la lunga procedura che richiede una seconda approvazione dello stesso testo a sei mesi almeno di distanza dalla prima. E’ a questo “giudice finale” che bisogna guardare fin d’ora. Va bene discutere con tutti, va bene sentire tutte le opinioni, ma quel che soprattutto bisogna aver sempre presente è il modo in cui viene avvertita questa battaglia riformista dall’insieme della popolazione. Spiegare che non si chiede impunità o immunità speciale per nessuno, ma che si vuole attenuare quelle di cui godono oggi i magistrati, che si vuole affermare l’indipendenza del giudice anche dall’accusa e dalla difesa e di tutti i magistrati anche dalle corretenti politiche organizzate della magistratura associata non sarà semplice, ma se non si riesce a farlo capire bene a tutti, la battaglia è persa in partenza.