"Un attacco ingiustificato e velenoso"

Al direttore - Il collega Giulio Meotti ha gratificato la Federazione Internazionale dei Giornalisti e il sottoscritto di un velenoso e ingiustificato attacco al quale hanno risposto oggi la stessa Ifj e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, della quale come è noto sono stato in passato, per quasi dodici anni, segretario generale.
6 AGO 20
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Al direttore - Il collega Giulio Meotti ha gratificato la Federazione Internazionale dei Giornalisti e il sottoscritto di un velenoso e ingiustificato attacco al quale hanno risposto oggi la stessa Ifj e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, della quale come è noto sono stato in passato, per quasi dodici anni, segretario generale. Il Foglio sostiene che la Ifj ha espulso per ragioni politiche anti israeliane il Sindacato di quel paese israeliano prendendo a pretesto una banale questione di quote. Sono membro da oltre sei anni del Comitato Esecutivo della Ifj e ne conosco regole e statuti. Nella riunione che si è svolta a Oslo dal 5 al 7 giugno scorsi, il segretario generale Aidan White ha posto la questione del mancato versamento da oltre tre anni delle quote da parte della National Israeli Federation of Journalists. Come avviene in tutte le organizzazioni federative (sindacali e non) il mancato versamente dei contributi rappresenta un sostanziale ritiro dell’adesione e, d’altra parte, la Federazione israeliana aveva rifiutato qualunque soluzione proposta più volte, anche in ripetuti viaggi a Tel Aviv, dal segretario generale White e dal presidente Jim Boumelha. Con molto rincrescimento si è dovuto quindi prendere atto del ritiro dell’adesione e, con voto unanime, è stata decisa l’espulsione, come è stato fatto negli ultimi anni in moltissimi casi analoghi di sindacati morosi dei quattro continenti. Non vi è quindi alcuna motivazione politica né tanto meno una persecuzione anti israeliana. La Ifj si batte per promuovere una informazione libera e pluralista in tutto il mondo e contro la repressione ovunque si manifesti. Non c’è nessuna discriminazione da parte della Ifj, dunque, anche perché in caso contrario il sottoscritto e, credo di poter dire, la stessa Fnsi non avrebbero ragioni per farne parte.

Paolo Serventi Longhi, comitato esecutivo della Federazione Internazionale dei Giornalisti