Tu quoque, Gribbels. Ignazio Marino non arriverà alla colomba
6 AGO 20

Al direttore - Fotografando una Rai3 e un Tg3 da “Deserto dei tartari” – in attesa, chissà, dei boots on the ground renziani – Marianna Rizzini parlava ieri dell’”idea di un tg e di una rete che si fa demi-monde”. Dunque né gran mondo né vera borghesia, secondo il Dumas figlio di “Le demi-monde” (1855). Intrighi, amorazzi, corruzioni a metà. Siamo sempre al mondo di mezzo.
Luca Rigoni
Luca Rigoni
Al direttore - L’equiparazione fra Anzaldi e Goebbels fatta da Grillo è, secondo il pentastellato Fico, una tipica estremizzazione del comico genovese che “facilita la comprensione di alcuni concetti”. Ecco spiegata l’espressione “portare il cervello all’ammasso”.
Roberto Alatri
Roberto Alatri
Tu quoque, Gribbels.
Al direttore - “Nonno Betto, un caro bischero”. Mi sono emozionando non poco a leggere la storia di Angiolo Bandinelli. Un racconto commovente e carico di esaltanti ricordi polverosi – le polveri delle strade bianche alzate dalla “fiammante Guzzi rossa” o quelle (meno salutari) della miniera di Abbadia San Salvatore –; impreziosito oltre tutto dall’ambientazione geografica: Chianciano, la Val d’Orcia e specialmente (ma è una questione di cuore) l’Amiata: montagna strabiliante eppure dimenticata, isolata, distante dai grandi poli di comunicazione.
Jori Cherubini
Jori Cherubini
Al direttore - Via intervista al Corriere della Sera il responsabile economico del Pd ha fatto recapitare a sindacati e Confindustria la data ultima per trovare autonomamente un’intesa sul nuovo modello contrattuale prima che intervenga d’imperio il governo. Fino a fine anno siamo concentrati sulla Legge di stabilità, poi riporteremo l’attenzione sul nuovo modello contrattuale, questa la sintesi del ragionamento del deputato Filippo Taddei. Mancando meno di cento giorni alla fine dell’anno credo che i cgilcisluil (tutta una parola, tanto cambia poco) e Confindustria farebbero bene a darsi una mossa, ma conoscendo la reattività da bradipo e la volpina astuzia che contraddistinguono l’azione dei citati dubito che possa scaturire qualcosa di utile. E allora? Allora se le confederazioni stanno lì a baloccarsi per vedere chi ce l’ha più duro (il concetto, dico) tocca alle categorie muoversi. Non vedo nessun impedimento perché i sindacati metalmeccanici con l’associazione dei datori di lavoro Federmeccanica, gli edili con l’Ance, i chimici con Federchimica ecc., prendano un’iniziativa che salvaguardi la loro autonomia contrattuale e salvi un modello di rappresentanza che, se pur in crisi, al momento non ha alternative. Mancano solo 100 giorni, possono essere pochi o tanti dipende dal coraggio con cui si affrontano. Lo sapeva anche Napoleone che alla fine dei suoi cento giorni fu sconfitto, ma almeno fu consegnato alla storia.
Valerio Gironi
Valerio Gironi
Al direttore - Ora che Marino è ufficialmente alla periferia del mondo (forse era meglio stare di più nelle periferie di Roma), è troppo facile gongolarsi nello spirito della Schadenfreude che aleggia intorno agli anti Marino dopo l’ultima “mazzata” di Papa Francesco. Resta solo una speranza per il sindaco di Roma: che il Santo Padre, pentito della sua “chiarezza”, decida di aprire l’Anno Santo della Misericordia con un gesto evangelico. “Pronto Ignazio?, scendi da quella poltrona, oggi vengo a mangiare a casa tua”.
Daniel Mansour
Daniel Mansour
Ignazio Marino non mangerà la colomba. Quanto scommettiamo?
Al direttore - Pietro Ingrao ha avuto una bella vita, piena di interessi, passioni, gratificazioni politiche e istituzionali. Non si comprende il vittimismo degli eredi familiari, morali, spirituali. Bella Ciao a mo’ di revanche, pugni chiusi dal rancore, musi lunghi della sconfitta. Ci deve essere un altro modo, positivo, sorridente e comunista, per salutare un compagno e non sottrarsi alle sfide del nuovo mondo.
Cesare Russo
Cesare Russo