Quella surreale pulsione autodistruttiva del Pdl

L’esito elettorale deludente spinge una parte del Pdl a imputare la responsabilità della sconfitta all’appoggio fornito alle misure impopolari del governo. E’ una tesi consolatoria, perché trascura di considerare l’effetto del fallimento dell’esperienza di governo e i disastri combinati in rilevanti situazioni locali, ed è anche una tesi pericolosa. Non è cercando di dare uno sbocco alle spinte protestatarie, reali e fondate ma orientate verso proposte tutt’altro che realistiche, che l’area moderata riuscirà a liberarsi delle macerie sotto le quali è stata seppellita dal voto. Leggi Se il Pdl molla Monti demolisce se stesso. Memorandum per il Cav. di Salvatore Merlo
6 AGO 20
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L’esito elettorale deludente spinge una parte del Pdl a imputare la responsabilità della sconfitta all’appoggio fornito alle misure impopolari del governo. E’ una tesi consolatoria, perché trascura di considerare l’effetto del fallimento dell’esperienza di governo e i disastri combinati in rilevanti situazioni locali, ed è anche una tesi pericolosa. Non è cercando di dare uno sbocco alle spinte protestatarie, reali e fondate ma orientate verso proposte tutt’altro che realistiche, che l’area moderata riuscirà a liberarsi delle macerie sotto le quali è stata seppellita dal voto. I moderati si possono chiamare a raccolta solo sotto il segno della responsabilità, della concordia nazionale: di uno sforzo di tutti per l’Italia di cui l’esecutivo è oggi l’espressione per quanto provvisoria. Chi soffre per gli effetti della crisi oscilla tra l’invettiva e la ricerca di soluzioni. I moderati debbono dare risposte convincenti a questa seconda esigenza.
Certo: i risultati di una terapia di risanamento che ha scarse risorse da destinare alla crescita sono lenti, mentre i sacrifici richiesti immediati. Ma questa è la situazione reale e non si può immaginarsene una diversa solo per cercare qualche illusorio consenso. E per esercitare una pressione efficace che permetta di sbloccare questa situazione serve la concordia di tutte le forze responsabili. Invece di fare una facile caccia all’errore, i moderati possono contribuire a rendere più solida l’azione del governo assumendo una chiara funzione di responsabilità nazionale, finalizzata all’unità e alla coesione sociale. Su quel terreno si può competere o convergere con la sinistra riformista, fuori da quel terreno c’è solo agitazione demagogica e autodistruttiva.