Monti: "La mafia si può battere". Napolitano: "Seguire l'esempio di Falcone e Borsellino"

"Nel quadro della crisi generale che l'economia italiana ed europea sta attraversando, con pesanti riflessi negativi anche sulla condizione finanziaria e sulla capacità di azione dello Stato, la compenetrazione tra la criminalità e l'attività economica è divenuta un nodo di estrema rilevanza nel Mezzogiorno, un nodo soffocante per ogni possibilità di sviluppo in queste regioni". Così oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento a Palermo per la commemorazione della strage di Capaci.
6 AGO 20
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"Nel quadro della crisi generale che l'economia italiana ed europea sta attraversando, con pesanti riflessi negativi anche sulla condizione finanziaria e sulla capacità di azione dello Stato, la compenetrazione tra la criminalità e l'attività economica è divenuta un nodo di estrema rilevanza nel Mezzogiorno, un nodo soffocante per ogni possibilità di sviluppo in queste regioni". Così oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento a Palermo per la commemorazione della strage di Capaci. “Che la criminalità possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza in campo stragista e terroristico, non possiamo escluderlo". Nel suo intervento nell'aula bunker per la commemorazione dei sanguinosi attentati mafiosi del '92, Napolitano ha quindi sostenuto che "un sollecito e serio svolgimento delle indagini sull'oscura, feroce azione criminale di Brindisi potrà fornirci elementi concreti di valutazione".
Per far luce sui rapporti tra rappresentanti dello stato ed esponenti mafiosi non servono gli schemi e i teoremi ma verità "rigorosamente accertate". Il Capo dello Stato ha ricordato che "Falcone è stato tra coloro che hanno ben colto e analizzato le storiche debolezze e ambiguità dell'impegno dello stato nella lotta alla criminalità organizzata". Però "a noi oggi servono, anche per questo aspetto, verità rigorosamente accertate e non schemi precostituiti: solo così può rafforzarsi il clima di serena, responsabile e condivisa determinazione di cui oggi c'è bisogno sul fronte dell'impegno per la legalità e la sicurezza".
"La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata rimangono un problema grave della democrazia e della società italiana". Bisogna dunque "proseguire con tenacia e determinazione sulla strada segnata da Falcone e Borsellino". Napolitano ha poi voluto concludere il suo intervento rivolgendosi ai giovani presenti, sollecitandoli a seguire l'insegnamento dei due magistrati assassinati dalla mafia: "Voglio dirvi completate con impegno la vostra formazione, il vostro apprendistato civile e scendete al più presto in campo...". Il Presidente della Repubblica si è commosso anche ricordando la giovane Melissa, la studentessa rimasta uccisa nell'esplosione della bomba alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi.
Il premier Mario Monti, poco prima, aveva detto che dall'esempio delle vittime della strage di Capaci "bisogna ripartire nella lotta senza quartiere che dobbiamo fare a tutte le mafie. Ognuno di noi è chiamato ogni giorno a scegliere consapevolmente la legalità contro la violenza delle mafie, a non pensare mai che le mafie siano imbattibili, a non anteporre l'interesse personale o di parte a quello della collettività".
"In parte - ha aggiunto il premier - è quello che è successo in questi giorni in cui, dopo l'atroce attentato di Brindisi in cui è stata uccisa Melissa Bassi e ferite tante altre studentesse, qualunque sia la matrice di quel gesto atroce, in quella città, come a Mesagne, in tante scuole, in tante piazze in tutta Italia, tanti cittadini hanno voluto dimostrare con la forza della loro presenza che non si facevano spaventare dalla violenza e dal terrore".

"Oggi sappiamo che le mafie sono molto diverse da quelle che Falcone aveva iniziato a contrastare sotto la guida di Rocco Chinnici; hanno ricevuto e ricevono colpi molto forti da parte della magistratura e delle Forze di Polizia, ma sono state capaci di rinventarsi, di cercare e trovare nuovi spazi nei quali sfruttare le enormi risorse economiche che possiedono grazie al traffico di droga, al racket, al traffico e allo sfruttamento degli esseri umani, al traffico di rifiuti. Hanno progressivamente moltiplicato i luoghi dove insediarsi, tanto che oggi dobbiamo dire con forza che è puramente illusorio pensare di sconfiggere Cosa nostra solo a Palermo, la 'ndrangheta solo a Reggio Calabria, la camorra solo a Napoli".