L’angolo dei valori

Il più lesto a infilarsi nel trappolone, politicamente parlando, è stato Roberto Formigoni. Intervistato da Libero, a nome del Nuovo centrodestra e con l’irruenza dei giorni migliori si è scagliato contro la “presunzione e arroganza” di Matteo Renzi, colpevole di aver messo nella sua agenda per il patto di coalizione anche le unioni civili: “Su certi temi non si discute, altrimenti ne trarremo le debite conseguenze – ha minacciato – sulle unioni gay la nostra posizione è diametralmente opposta”.
6 AGO 20
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Il più lesto a infilarsi nel trappolone, politicamente parlando, è stato Roberto Formigoni. Intervistato da Libero, a nome del Nuovo centrodestra e con l’irruenza dei giorni migliori si è scagliato contro la “presunzione e arroganza” di Matteo Renzi, colpevole di aver messo nella sua agenda per il patto di coalizione anche le unioni civili: “Su certi temi non si discute, altrimenti ne trarremo le debite conseguenze – ha minacciato – sulle unioni gay la nostra posizione è diametralmente opposta”. Anche sull’immigrazione ha mostrato che il nervo dei centristi è scoperto: “Abolire la Bossi-Fini? Ma siamo matti?”.
Il prudente Angelino Alfano ha fatto seguito: “Non si può pensare alle unioni civili senza pensare prima alle famiglie”, ha detto provando a perimetrare un’ideale cittadella dei valori cattolici di cui, per altro, nessuno ancora gli ha dato le chiavi, ma i cui confini sono vitali per il proprio progetto politico. La mossa di Renzi di gettare nella mischia alcune richieste che implicano scelte etiche – le unioni civili, lo ius soli, la Bossi-Fini – non era proprio imprevedibile. Sono temi che fanno genericamente parte della sua cultura e una spruzzata, per quanto soft, di libertarismo gli è utile per lisciare una parte del suo Pd, ancora da conquistare al renzismo. Ma lo scopo strategico – e le reazioni nervosette del Ncd dimostrano che è stato raggiunto – era quello di mettere nell’angolo, o fuori gioco prima ancora di cominciare a giocare, le velleità neo democristiane.
Se il progettino neo dc che si va formando nell’incubatrice delle larghe intese è quello di compattarsi al centro (anche) attorno ai valori che un tempo si dicevano non negoziabili, e da lì trattare a sinistra, Renzi, buttando sulla bilancia come una spada di Brenno i “suoi” valori ha fatto capire che spazio per nuove pattuglie teocon o teodem non ce n’è. Nella logica di un rivitalizzato maggioritario, e di una forte investitura elettorale, chi vince comanda. Alfano e soci non sono nelle condizioni di dettare regole o erigere steccati. Del resto, l’ambizioso progetto neo dc non ha troppa tela da tessere, almeno sul fronte delle posizioni identitarie: nel momento in cui la chiesa italiana ha rinunciato alla scaltra gestione politica del ruinismo, che faceva perno proprio sui valori, e mentre un Papa che non ama parlare di valori ha chiamato a fare da segretario della Cei un santo prete di Cosenza. Una finta di corpo di Renzi, come quelle di Mohammed Ali sul ring, e il progettino neo dc è già all’angolo. Un po’ suonato.