Bar sport special
Il calcio di luglio dà in testa ai foglianti, tra miti fallici e il Pupone che batte a 50 gradi
La scomodità non va mai in vacanza, come dice Cerasa dalle ferie, quindi ecco la saracinesca del bar sport aprirsi di nuovo. Chiacchierata a tema: il calcio estivo. Si comincia dagli esperti. Pedersini: “No all’ingratitudine, sentimento poco nobile sebbene molto antico. Quindi no ai fischi al Cav., no alla giovane Zahia D. che spiffera i nomi dei calciatori che si è fatta, no all’esclusione di Oriali. Ora e sempre viva Marco Branca, a cui spetterebbe un Nobel per il calcio”. Leggi Ridateci il calciomercato estivo di una volta, quello dei bidoni da sogno
5 AGO 20

La scomodità non va mai in vacanza, come dice Cerasa dalle ferie, quindi ecco la saracinesca del bar sport aprirsi di nuovo. Chiacchierata a tema: il calcio estivo. Si comincia dagli esperti. Pedersini: “No all’ingratitudine, sentimento poco nobile sebbene molto antico. Quindi no ai fischi al Cav., no alla giovane Zahia D. che spiffera i nomi dei calciatori che si è fatta, no all’esclusione di Oriali. Ora e sempre viva Marco Branca, a cui spetterebbe un Nobel per il calcio”. Rio Paladoro: “Io sono per il bel gioco. Per questo l’unica grande notizia dell’anno è il ritorno di Zeman a Foggia. L’unico e inarrivabile ct”. Paladoro scatena gli ammiratori. Lo Prete: “Sottoscrivo. Potrei tornare a seguire il calcio, come feci per un paio d’anni ai tempi del Fantacalcio”.
Giuli: “Sottoscrivo Paladoro, il Gianni Brera di piazza Trilussa. Consiglio di non fare previsioni su Adriano, a parte questa: o dimagrisce e vince lo scudetto o a gennaio sarà di nuovo in spiaggia a grufolare. Suggerirei ai calciatori di dedicarsi maggiormente ai propri figli, sopra tutto se brasiliani”. Burini predica nel deserto: “Fair play finanziario non si può sentire, è un ossimoro che spacca i timpani. Moratti deve legarsi all’albero e non cedere alle lusinghe moralistiche di Platini (che poi nella parte della sirena non è un bel vedere). Al diavolo gli equilibri di bilancio! Il Petroliere Buono deve continuare a innaffiare d’oro nero il mercato, comprare senza cedere – se non scartine o pitbull come Muntari. Macché faccia d’angelo Forlán, voglio Tevez a rinfoltire la Comuna Baires di Appiano Gentile. Quanto vogliono: venti milioni? Trenta? Quaranta? Stacca l’assegno, Líder Mássimo, e non te ne pentirai. Con un guerriero dai piedi buoni come lui si vince tutto, de nuevo”.
Pompili ama il bello: “Io nutro un profondissimo odio per Cassano. Quella pubblicità con lui e il suo sosia brutto e ciccione che si allenano, nella sua versione web è quanto c’è di più inutile, orrendo, e fastidioso”. “Tra l’altro – maligna il genoano Raineri – non si riesce a distinguere quale dei due è il vero Cassano”. Ferraresi, in tournée in Italia, svacca: “Io sono contro gli oriundi, contro Totti, contro Toninho Cerezo. Sono a favore del calciomercato in stile ‘allenatore nel pallone’, a favore di Cassano, a favore di Zeman. Per il resto famose ’na bira”. Tra un’ostrica e l’altra, Cerasa è categorico (e ha scordato l’italiano): “L’unica certezza è che Benitez fino a questo momento ha fatto tre cose e tre cose le ha fatte male. E in attesa che l’Inter torni ai grandi fasti scambiando alla pari Maicon con un Macellari e Balotelli con un Dalmat il premio cialtrone del mese, spiace a dirlo, ma andrebbe a lui”. Riecco Burini: “Quoto (si dice così, no?) Paladoro. I love you Zeeeeeman, na na na… Purché alleni qualcun altro, beninteso”.
Vietti non si dà pace: “Il Toro si allena a Norcia e io non riesco ad andare a vederlo manco mezzo pomeriggio!”. Ma ecco il riferimento calcistico del bar, Valensise: “Il Pupone ha preso un colpo di caldo, e pensare che qui nell’Etnea Catania, dove sono lucidissimi, batte a 50 gradi. Ha torto a storcere il naso sugli oriundi, e dovrebbe rifletterci bene prima di spararla così grossa, ma con Borghezio ha stragione (stra+ragione, ndr), solo che per le suddette ragioni rischia di passare dalla parte del torto. Aiutamo (aiuto+ti amo? ndr) il Pupone a chiarirsi le idee. I milanisti tifosi hanno torto a fischiare il Cav. Intanto perché non si fischia il caposquadra che mette i soldi, è maleducazione. Poi perché ha altro a cui pensare, e quelli dovrebbero darsi una calmata, ora che lo scudetto è finito e pure il Mondiale. Poi per i romanisti che hanno arruolato l’obeso Adriano, sono fatti loro, come si dice. Però, se proprio fossero ai ferri corti con la tifoseria della curva più fanatica non so più se è la nord o la sud (e comunque fuori dai cancelli dell’Olimpico nessuno se ne cura) li inviterei a mettere il nuovo acquisto nelle mani del professor Pietro Bugli. Un genio non del calcio, ma del nutrizionismo. Per i trans e il figlio di Cerezo, capirete bene che dall’Etnea Catania, dove si respira ancora l’aria sulfurea di Brancati, Verga, Capuana, Stesicoro e i loro fallici miti, non mi sento ispirata di rispondere. Ciao M”.
Il bar sport chiude, non senza un canto: “E ne ho bevuto tanto / e non mi ha fatto male / e l’acqua sì che fa male / il vino fa cantar”, come intona la curva Maratona.
Giuli: “Sottoscrivo Paladoro, il Gianni Brera di piazza Trilussa. Consiglio di non fare previsioni su Adriano, a parte questa: o dimagrisce e vince lo scudetto o a gennaio sarà di nuovo in spiaggia a grufolare. Suggerirei ai calciatori di dedicarsi maggiormente ai propri figli, sopra tutto se brasiliani”. Burini predica nel deserto: “Fair play finanziario non si può sentire, è un ossimoro che spacca i timpani. Moratti deve legarsi all’albero e non cedere alle lusinghe moralistiche di Platini (che poi nella parte della sirena non è un bel vedere). Al diavolo gli equilibri di bilancio! Il Petroliere Buono deve continuare a innaffiare d’oro nero il mercato, comprare senza cedere – se non scartine o pitbull come Muntari. Macché faccia d’angelo Forlán, voglio Tevez a rinfoltire la Comuna Baires di Appiano Gentile. Quanto vogliono: venti milioni? Trenta? Quaranta? Stacca l’assegno, Líder Mássimo, e non te ne pentirai. Con un guerriero dai piedi buoni come lui si vince tutto, de nuevo”.
Pompili ama il bello: “Io nutro un profondissimo odio per Cassano. Quella pubblicità con lui e il suo sosia brutto e ciccione che si allenano, nella sua versione web è quanto c’è di più inutile, orrendo, e fastidioso”. “Tra l’altro – maligna il genoano Raineri – non si riesce a distinguere quale dei due è il vero Cassano”. Ferraresi, in tournée in Italia, svacca: “Io sono contro gli oriundi, contro Totti, contro Toninho Cerezo. Sono a favore del calciomercato in stile ‘allenatore nel pallone’, a favore di Cassano, a favore di Zeman. Per il resto famose ’na bira”. Tra un’ostrica e l’altra, Cerasa è categorico (e ha scordato l’italiano): “L’unica certezza è che Benitez fino a questo momento ha fatto tre cose e tre cose le ha fatte male. E in attesa che l’Inter torni ai grandi fasti scambiando alla pari Maicon con un Macellari e Balotelli con un Dalmat il premio cialtrone del mese, spiace a dirlo, ma andrebbe a lui”. Riecco Burini: “Quoto (si dice così, no?) Paladoro. I love you Zeeeeeman, na na na… Purché alleni qualcun altro, beninteso”.
Vietti non si dà pace: “Il Toro si allena a Norcia e io non riesco ad andare a vederlo manco mezzo pomeriggio!”. Ma ecco il riferimento calcistico del bar, Valensise: “Il Pupone ha preso un colpo di caldo, e pensare che qui nell’Etnea Catania, dove sono lucidissimi, batte a 50 gradi. Ha torto a storcere il naso sugli oriundi, e dovrebbe rifletterci bene prima di spararla così grossa, ma con Borghezio ha stragione (stra+ragione, ndr), solo che per le suddette ragioni rischia di passare dalla parte del torto. Aiutamo (aiuto+ti amo? ndr) il Pupone a chiarirsi le idee. I milanisti tifosi hanno torto a fischiare il Cav. Intanto perché non si fischia il caposquadra che mette i soldi, è maleducazione. Poi perché ha altro a cui pensare, e quelli dovrebbero darsi una calmata, ora che lo scudetto è finito e pure il Mondiale. Poi per i romanisti che hanno arruolato l’obeso Adriano, sono fatti loro, come si dice. Però, se proprio fossero ai ferri corti con la tifoseria della curva più fanatica non so più se è la nord o la sud (e comunque fuori dai cancelli dell’Olimpico nessuno se ne cura) li inviterei a mettere il nuovo acquisto nelle mani del professor Pietro Bugli. Un genio non del calcio, ma del nutrizionismo. Per i trans e il figlio di Cerezo, capirete bene che dall’Etnea Catania, dove si respira ancora l’aria sulfurea di Brancati, Verga, Capuana, Stesicoro e i loro fallici miti, non mi sento ispirata di rispondere. Ciao M”.
Il bar sport chiude, non senza un canto: “E ne ho bevuto tanto / e non mi ha fatto male / e l’acqua sì che fa male / il vino fa cantar”, come intona la curva Maratona.