Giustizia, Quagliariello: "L'amnistia deve valere anche per Berlusconi"

"Penso che nessuno possa ritenere che una legge possa non essere applicata soltanto a un cittadino". Sono state queste le parole pronunciate da Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme Costituzionali, che intervenendo nel corso di una trasmissione radiofonica è tornato sul dibattito riguardante amnistia e indulto. "Le parole dell Cancellieri su Berlusconi sono state male interpretate", ha inoltre spiegato il ministro. Quagliariello è poi intervenuto sui programmi e sul ruolo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, specificando come "l'amnistia e l'indulto" rappresentino "solo una parte della più generale riforma della giustizia". L'editoriale Carceri, giustizia e interesse nazionale - Ferrara La via obbligata di Angelino Alfano
6 AGO 20
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"Penso che nessuno possa ritenere che una legge possa non essere applicata soltanto a un cittadino". Sono state queste le parole pronunciate da Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme Costituzionali, che intervenendo nel corso di una trasmissione radiofonica è tornato sul dibattito riguardante amnistia e indulto. "Le parole dell Cancellieri su Berlusconi sono state male interpretate", ha inoltre spiegato il ministro. Quagliariello è poi intervenuto sui programmi e sul ruolo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, specificando come "l'amnistia e l'indulto" rappresentino "solo una parte della più generale riforma della giustizia. Stiamo lavorando per arrivare ad conferenza congiunta in cui riforma dello Stato e riforma della giustizia sono due aspetti della stessa medaglia. Riforma entro maggio, questi sono i tempi europei ". Alla domanda su Napolitano e sul potere che si trova a esercitare ormai da anni nel quadro politico, il ministro per le Riforme ha risposto: "La figura del presidente della Repubblica riempie il vuoto lasciato da altri, dai partiti, nelle istituzioni è il mio punto di riferimento, mentre Berlusconi è il mio punto di riferimento partitico".